mercoledì 24 luglio 2013

Budapest, una meraviglia nell'est...

 Una settimana fa passeggiavo per le strade dell'incantevole Budapest... 

 La mia bella vacanza estiva è già finita da 5 giorni e finalmente ne scrivo, dopo averla vissuta, goduta, assaporata, digerita, raccontata e metabolizzata. 

 Prima di raccontare, elenco brevemente gli aspetti negativi in cui mi sono imbattuta, e poi quelli positivi: 

-poca gente parla (bene) inglese 
-i mezzi di trasporto sono mal segnalati per strada e assenti sulle mappe 

 Purtroppo la comunicazione con la gente del luogo è estremamente difficoltosa, persino i giovani non parlano inglese, ed è molto strano perché viene da domandarsi che lingue studiano i ragazzi a scuola o studiavano i miei coetanei; ho appreso che dagli anni '60 ai '90 a scuola si studiava il russo, ma dai '90 in poi? Chi lo sa. Al di là di questa curiosità non soddisfatta, è deleterio che in una capitale meta di turisti da tutto il mondo, poca gente parli inglese. Nonostante questo, però, la mia vacanza non ne ha risentito. 
 Per chi ha avuto la possibilità di maneggiare una cartina di Londra o Parigi, risulta inusuale non trovare i mezzi di trasporto sulla mappa della città, e questo potrebbe diventare un problema. 

-il costo della vita è bassissimo 
-le persone sono tutte gentilissime 
-la città è sicura 
-i ragazzi sono bellissimi! 

 La vita è davvero economica, non solo in quanto capitale o per chi come me viene fisicamente dalla Svezia che è carissima, ma anche rispetto alle città medie d'Italia (compresa Foggia). La carta giornaliera dei trasporti costa circa €6,00, una bottiglietta d'acqua al supermercato costa 20 cent, e una cena con hamburger, patatine e bibita (non di Mc Donald's) seduti in un locale costa appena €5. Per non parlare del nostro alloggio, il pernottamento in camera doppia in ostello con doccia e lavandino in camera ci è costato la bellezza di €11 a persona a notte. Pur non parlando quasi inglese, tutte le persone che ho incontrato sono state disponibili, mi hanno aiutato e indicato la strada per cui domandavo informazioni, addirittura un controllore della metro, per scusarsi di non poter accettare il pagamento in euro, mi ha fatto viaggiare gratis! =D Solo in ostello e in pochissimi altri posti la consueta gentilezza era accompagnata anche dall'abilità anglofona. Prima di partire ero gasatissima all'idea di visitare Budapest, però ero leggermente preoccupata dalla contingenza di dover arrivare di sera da sola, perché in bene e in male ero auto-condizionata dal "pregiudizio" per il quale associavo questa città a Praga, e quindi oltre al fascino naturale che Budapest mi trasmetteva ancora prima di arrivare, ero persuasa di trovare anche sporcizia, mendicanti, povertà e poca sicurezza in giro. Invece, per fortuna!, mi sono ricreduta totalmente e immediatamente, dato che ero tutta sola, di notte, con valigia, in giro per una città sconosciuta, e non mi è successo niente. Bene! E infine il terzo punto, che dire, il pregiudizio di Praga mi faceva pensare che gli ungheresi fossero bruttini, e invece ho incontrato un sacco di ragazzi fighi! O per lo meno piacenti, a partire dal ragazzo in reception la sera del mio arrivo, alto, castano, mancino e con occhi azzurri, oppure la guida del tour su Buda, o il cameriere del Bistrot in cui abbiamo cenato 2 sere su 3, ma solo perché si mangiava bene eheheheh. Non parliamo poi dell'interista (!!!!) tifoso di Materazzi che lavorava in banca, quanta bella gente in quel di Budapest! 

 E ora, piano piano, mi accingo a raccontare in breve, i miei 3 giorni e mezzo in terra ungherese. 
 Sono arrivata la sera del 15, e dopo una mezza Odissea di mezzi pubblici (aereo -partito prima del previsto e atterrato con 25 minuti di anticipo! Rayanair rulez-, bus, metro, tram, bus, 300 metri di pedovia in salita con valigia), ho finalmente raggiunto l'ostello e preso i primi contatti con il receptionist eheh. 
 Il giorno dopo, siccome Anastasia e Federica sarebbero arrivate solo nel tardo pomeriggio, me ne sono andata in avanscoperta, prendendo parte ai walking tour guidati sulle due isole, Buda e Pest, per un totale di 4 ore e mezzo a piedi, piacevole dato che i 29° di temperatura erano mitigati dal venticello. La guida del mattino era un ragazzo simpatico, amichevole, che all'appuntamento al meeting point aveva un cartello con scritto su "Complimenti per avermi trovato!", io ho subito chiesto -scherzando- dove fosse il mio premio, e lui mi risponde che durante il tour avrebbe sparso indizi su cui avrebbe fatto domande, chi ne rispondeva il maggior numero vinceva. Indovinate chi ha vinto..! Ovviamente la sottoscritta, che figata, mi hanno fatto l'applauso e consegnato il premio, una barretta al cioccolato. 
 Il doppio tour è stato molto interessante, perché credo che la consapevolezza di ciò che si guarda, visita, del terreno su cui si cammina sia importante; ho appreso che l'Ungheria -e il suo cuore Budapest- è stata nella sua storia preda di conquiste da cattolici, turchi, mongoli, nazisti e infine comunisti; è (era) piena di statue celebrative e di ringraziamento ai russi per averli liberati dalla dominazione nazista, salvo poi ricredersi e abbattere tutto dopo aver realizzato che in realtà pure Stalin&compagni avevano fatto dell'Ungheria una loro succursale. Solo una statua è rimasta in piedi, un monumento sotto al quale giacciono le spoglie dei soldati sovietici morti per difendere e liberare l'Ungheria. Il tour del pomeriggio è stato interessante ma meno piacevole perché faceva più caldo, molte informazioni le avevamo già apprese al mattino, la guida era un sapientone che pretendeva di illuminarci sulle verità assolute da lui detenute e da noi poveri turisti ignorate, e che ha esordito con me, dopo aver saputo delle mie origini italiane, chiedendomi quanto capisco l'inglese e casomai di dirgli di parlare più piano se non capisco. Insomma, odio a prima vista! No vabbè, non esageriamo. 
 Il giorno dopo con le Amorose siamo andate in giro per il centro, abbiamo visto due musei e a me ne è piaciuto in particolare uno che illustrava la storia dell'Ungheria; immancabile tappa all'Hard Rock Cafè, pausa da Starbucks e un po' di shopping. Nel pomeriggio un inconveniente ci ha portate alla stazione di polizia, poi in serata dopo una cena al volo (mega pezzo di pizza, buono!), giro sul battello sul Danubio, che mi ha stroncato la gola. Il giorno dopo ancora shopping, un altro museo e pranzo in un ristorante di cucina tipica dove abbiamo gustato gulash e carne, che bontà! E nel pomeriggio una nuotata e un po' di relax alle terme, altra peculiarità di Budapest che la rendono famosa all'estero. Per me era il primo bagno della stagione, che goduria..! In serata ho incontrato per strada nei presso dell'ostello due ragazzi olandesi carini, allegri e loquaci, peccato fossero appena arrivati loro e in procinto di partire io, il solito tempismo. 
 Infine il giorno dopo di buon mattino, scortate dal mio receptionist, abbiamo preso il taxi per l'aeroporto. E di nuovo in Italia! 

 Che dire, mi sono divertita molto, la città è bellissima e merita di essere visitata, verde, immersa nella natura, e addirittura in tre giorni non siamo riuscite a vedere la Cittadella e il Balaton. Nella mia top list è a pari merito con Praga, alle spalle di Londra-Parigi, ma meglio della Repubblica Ceca per sicurezza e vivibilità. 
 E' tutto, 
                    sin sin sin                            Ornella* 

sabato 13 luglio 2013

sognando... 06-07/06/2013

 Ecco il racconto di un sogno inquietante che ho fatto una notte tempo fa... L'inconscio non mi dà tregua, o forse mi sta lanciando dei segnali... 

 Eravamo nella casa dei nonni materni tutti noi parenti del ramo materno; eravamo nella sala da pranzo, tutti parlavano e c'era anche mio Nonno, ma io ero l'unica che poteva vederlo, sentirlo e rivolgergli la parola. 
 Poi la scena -o meglio il setting- cambia: ci troviamo in una chiesa, ma non cambia la sostanza, sono l'unica in grado di interagire con lui. 
 La sensazione che ho nel sogno è che lui mi chiami e mi parli perché non vuole si facciano alcune cose, e dice a me di riferire agli altri. 
 Chissà cosa succede che io non so. Comunque non ho mai tregua, grazie che sono costantemente agitata e preoccupata. 

  Sin sin sin     Ornella* 

ferie, Inter e di tutto un po'!

 Come si evince dal titolo, in questo periodo fantasia e originalità scarseggiano. 
 Sono passati quasi due mesi dall'ultimo post ed è il caso che io scriva qualcosa, prima di parlare di Budapest nel prossimo aggiornamento, per i miei 25 lettori. Naturalmente si scherza, non mi chiamo Alessandro e nel 5 maggio non vedo Napoleone ma le lacrime di Ronaldo, certo, anche il primo tassello dello storico -e unico in Italia- Triplete, ma io sono interista vittoriana e vedrò sempre prima le lacrime brasiliane. Amen. 
 Dunque, cosa è successo in questi sessanta giorni scarsi? Non granché, evidentemente, che valesse la pena scrivere o raccontare con una certa urgenza. 
 Cosa vedo guardandomi allo specchio? Vedo: 
 -qualche etto in meno (sì devo aver perso per forza qualche grammo e centimetro perché i pantaloni della scorsa estate che mi hanno spedito dall'Italia mi vanno tutti larghi, FUCK YEAH); 
 -un incisivo scheggiato (sono sfigata fino al midollo, non so come ho fatto ma mi sono spezzata un dente, spero non sia un danno irreversibile); 
 -due ginocchia distrutte, ferite e viola dai lividi (colpa di quella maledetta bicicletta, o meglio, colpa della sottoscritta che sta al ciclismo come l'Italia sta al giornalismo serio); 
 -una valle di lacrime perché molto molto probabilmente il concerto di Robbie Williams, per me e Mara, è saltato. Inutile aggiungere altro; 
 -le solite magagne -anzi chiamiamo le cose con il loro nome, terra terra inter nos , le solite rotture di coglioni- familiari, sono lontana ma subisco sempre le situazioni critiche; 
 -un volto un po' più rilassato perché finalmente, dopo un'ultima settimana impegnativa a mille, sono in ferie, sono libera e tra due giorni parto per la vacanza a Budapest con Anastasia e Federica. 

 Passiamo all'Inter, che è meglio. Anzi no, forse. Il nuovo mister Mazzarri (sigh...) promette lavoro, fatica, impegno, priorità alla squadra invece che al singolo. Speriamo bene. Intanto siamo in pieno odiatissimo calcio mercato, Cassano è stato ceduto al Parma in cambio di un giovane, e la rosa non è ancora al completo ma è già in ritiro in Trentino (altro tasto dolente che mi riporta alla fregatura di due anni fa, vabbè).  La posizione di Andrea Ranocchia in merito al calcio scommesse è stata completamente archiviata, benissimo, spero che rimanga all'Inter. 
 Breve parentesi calcistica extra-interista: in questo di lasso di tempo l'Italia senior, la compagine prandelliana fondata su nepotismo, favoritismi, codice eti(li)co, scommesse et similia, ha partecipato alla Confederations' Cup arrivando terza e non convincendo, però la stampa venduta e faziosa si spertica in lodi ai giocatori e al ct. Vedremo l'anno prossimo ai mondiali cosa succederà, ma personalmente stando così le cose continuerò a non tifare una nazionale in cui non mi riconosco. Va sottolineata la sconfitta della Spagna in finale ad opera di un Brasile rinato e guidato da Julio Cesar, premiato come miglior portiere della manifestazione. Invece l'Under21 dell'interista Mangia è arrivata seconda (dietro la Spagna) all'Europeo di categoria, disputando belle partite e perdendo solo contro i vincitori finali. E mezza squadra proviene dalle giovanili dell'Inter, magra consolazione. 

 Ho finito di leggere "La donna del tenente francese", finalmente un libro bello, interessante, coinvolgente e che ti stupisce sino all'ultima pagina, sono soddisfatta. 

 Tralascio i miei soliti turbamenti interiori, le mie frustrazioni, il mio consueto senso di inadeguatezza, e la mia carente capacità di rispondere a testa alta alle provocazioni e prevaricazioni. Ma questi miei problemi credo non troveranno mai una soluzione. 

 Nel prossimo post, e poi dopo -tra qualche giorno- scriverò di Budapest e del ritorno in patria, racconto un sogno (inquietante!) che ho fatto un mesetto fa. Lo dico sempre che prima o poi inaugurerò una rubrica apposita! 

 E' tutto,   sin sin sin  AMALA 

    Ornella*