giovedì 15 dicembre 2016

E' quasi Natale... The Heavy Entertainment Show

 Non aggiorno il blog da un anno e mezzo, sono una brutta persona, virtualmente parlando. 
 Che fine ho fatto e cosa mi è successo in questo anno e mezzo? Un po' di tutto, cose belle e brutte, viaggi, vacanze, incontri, ma c'è un filo rosso che collega l'ultimo post a questo: Robbie Williams

 E parliamo di cose belle! Nel lontano giugno 2015 RW venne in Svezia ad esibirsi; ebbene, a luglio 2017 tornerà, questa volta in quel di Stoccolma! Che felicità! Ovviamente ho comprato i biglietti appena messi in vendita, rigorosamente sotto al palco come l'altra volta e avendo una quindicina di kg in meno c'è la possibilità che questa volta, sul palco insieme a lui, venga a prendere me... Vaneggio, lo so, ma la speranza non muore mai, per cui eccomi qui, bimbaminkia inarrestabile. 

 Il capitolo Inter è triste: Mancini ci ha portati al 4° posto la scorsa stagione per poi andarsene ad agosto e la società dagli occhi a mandorla ha affidato l'onere e onore di guidarci all'olandese Frank De Boer, poi rimpiazzato dal buon Stefano Pioli. Navighiamo a vista e navighiamo male, le uniche cose buone della stagione sono state le vittorie contro la juvemmerda e la Fiorentina e il pareggio con Milan. Io ci sono sempre, ma è una vitaccia quella del tifoso nerazzurro. Amala

 Il capitolo lavoro è frammentato: il ristorante è sempre presente nella mia vita, con frequenza altalenante in base alla stagione e al tempo che io ho a disposizione. L'insegnamento con i bambini è divertente ma spesso stressante per l'impegno richiesto, per l'organizzazione e per gli aspetti pratici. E poi viene la componente più piacevole e divertente fra le mie fonti di sostentamento: le lezioni con gli adulti, stimolanti, divertenti ed educative pure per me, soprattutto dal punto di vista linguistico. Certo, adulti teste di cazzo ce ne sono. 

 Capitolo istruzione: un anno fa ho completato tutti i livelli dei corsi di svedese, ho passato l'esame per il livello di inglese richiesto per iscriversi all'università (dato che gli stronzi non riconoscono neanche uno dei 180 crediti conseguiti in Italia) e ad agosto 2016 avevo cominciato un corso quinquennale per ottenere l'abilitazione all'insegnamento, ma purtroppo ho dovuto ritirarmi, in primo luogo per mancanza di tempo e incompatibilità con il lavoro. A gennaio comincerò un corso di inglese, che spero di riuscire ad incastrare nel mega puzzle/tetris che è la mia vita. 

 Capitolo abitativo: a settembre 2015 mi sono trasferita con due amiche in una casa in centro che dovremo lasciare a fine marzo, per andare dove è ancora da definire (sottotitolo: siamo sotto ad un ponte). Non voglio pensarci. 

 Capitolo salute, benessere, fisico e sport: nel lontano marzo 2016, subito dopo Pasqua, motivata (trascinata per i capelli) dalla mia amica e coinquilina, mi sono iscritta in palestra e ho abbandonato patatine e schifezze varie (non del tutto, per carità) a favore di un'alimentazione più sana (non del tutto, per carità), e dopo appena quattro mesi abbondanti avevo buttato giù una decina di kg, che gioia e soddisfazione! *_*  Vado tuttora in palestra e cerco di mangiare meno ma è una faticaccia immane, ho perso altri 5 kg, grammo in più grammo in meno, ma la meta è ancora lontana. E non oso immaginare quanti ne recupererò in Italia per le vacanze di Natale... Ma chissenefrega, la vita è breve, sono grassoccia da una buona quindicina d'anni, non saranno due mesi a cambiarmi la vita. 

 Capitolo salute, nota a margine: sempre motivata dalla suddetta coinqui-amica ho finalmente trovato il coraggio di... Tatuarmi! Il primo tatuaggio che ho fatto (disegnato da lei su mia indicazione), tra la schiena e la spalla sinistra, è un fiore di magnolia adagiato sulle pagine di un libro aperto ed è dedicato a zio Sergio; il secondo è dedicato alla più grande passione della mia vita, l'unica che non tradisce e non delude mai, l'Inter: mi sono tatuata Amala sull'avambraccio sinistro, poco più su del polso. :) Soldi e soglia del dolore permettendo, mi piacerebbe farne un altro paio e ho già in mente i soggetti, ma più in là. 

 Capitolo viaggi e vacanze: l'anno scorso ho passato un'estate bellissima in Italia prima e in Polonia poi, una delle villeggiature più belle che io ricordi; la Polonia è incantevole, ricca di fascino, monumenti, storia, architettura, cibi favolosi e alcool a prezzi stracciati. Siamo stati a Varsavia,  Cracovia, e alla miniera di sale vicino quest'ultima. Nel 2016 invece non sono andata in nessun posto all'infuori di Svezia e Italia, ma per l'anno prossimo conto di rifarmi. Vorrei andare in Friuli a gennaio e poi mi piacerebbe visitare Amsterdam e percorrere il Cammino di Santiago, vedremo quanto riuscirò a fare, sempre tempo-ferie-soldi permettendo. 

 Capitolo miocardio: è stato un anno da montagne russe, ho profondamente detestato questo 2016 già da gennaio, quando decisi di dare una svolta alla mia vita e una scossa al resto, e il culmine di questo disgusto e odio è stato toccato proprio il mese scorso, confermando novembre come il mese più brutto dell'anno ora e per sempre, per quanto mi riguarda. Ma le cose adesso vanno bene, io voglio essere felice, sto facendo di tutto per esserlo e penso di essere un po' vicina alla meta. 

 Capitolo cultura/intrattenimento: una riflessione etero-indotta mi ha fatto rendere conto di quanto poco stia leggendo ultimamente e che il tempo che prima passavo sui libri per diletto ora lo spreco... in rete. Sto cercando di porre rimedio a ciò. Comunque nell'ultimo anno abbondante, due libri mi hanno colpita positivamente; Tuesdays with Morrie, di Mitch Albom, e Argento vivo, di Marco Malvaldi. Nell'ambito del corso di inglese ho anche letto, finalmente, Fever Pitch, di Nick Hornby, la bibbia del tifoso di calcio, e mi ha lasciato un po' di amaro in bocca a livello letterario ma molta emozione ed immedesimazione a livello, appunto, sentimentale. Più vivo le mie giornate e più la mia vita mi sembra un eterno continuo e perpetuo Fever Pitch. 
 Cosa invece mi ha deluso? Il quarto -e probabilmente ultimo- volume della saga Millennium, Quello che non uccide, di David Lagercrantz, e Inferno, di Dan Brown, deludente anche e soprattutto nella trasposizione cinematografica. Pur non essendo all'altezza dei suoi precedenti romanzi, quest'ultimo offriva interessanti spunti di riflessione post lettura, e in particolare un finale "diverso" e non scontato, ma evidentemente Hollywood non vuole rinunciare al lieto fine e al buonismo, per cui non hanno nemmeno reso giustizia a quel poco di lodevole che il libro presenta, a mia modesta opinione. 
 Avrei intenzione di approfondire l'argomento libri in un post futuro, ma non voglio fare promesse difficili da mantenere, mi conosco. Ci tengo a precisare che ho scritto un paio di titoli di libri in inglese anziché in italiano non per fare la splendida ma perché li ho letti in inglese. 

 Cos'altro dire? Sono in un perenne stato di ansia, paranoia e agitazione, ho difficoltà a stare tranquilla e a rilassarmi, ci provo ma non ci riesco. E in testa ho una costante Torre di Babele, maneggio minimo tre lingue al dì e francamente son piuttosto rincoglionita, ma questa è la vita. 

 Siamo ai saluti, sono stanca e ho bisogno di dormire (l'età avanza e la vecchiaia incalza, ventisette anni iniziano a farsi sentire: rughette, capelli bianchi, acciacchi...). 
 Sempre forza Inter, l'unica certezza della mia vita... 

 Sin sin sin* Ornella* 

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