martedì 22 maggio 2018

Il senso di questo libro?

 Da circa un annetto ho adocchiato un libro scritto da Julian Barnes, Il pappagallo di Flaubert, ma in attesa di leggerlo ho deciso di avvicinarmi a questo autore tramite un altro suo romanzo, Il senso di una fine.  
 Questo libro è narrato in prima persona dal protagonista Tony, che seguiamo negli anni della sua giovinezza, dei primi amori e dei momenti significativi con i suoi amici. Al centro della narrazione c'è il personaggio di Adrian, ammirato, amato, corteggiato, anche dopo un avvenimento chiave del romanzo. 

 Il senso di questo libro non mi è completamente chiaro. Mi sono piaciuti lo stile, la riflessione sul tempo che scorre, i riferimenti filosofici e letterari e penso sia scritto davvero molto bene perché pur non essendomi piaciuto particolarmente, soprattutto nel finale, non faccio che pensarci e ho detestato quasi tutti i personaggi, tranne forse Margaret, quindi ha lasciato delle sensazioni non indifferenti.

 Non mi è piaciuta affatto la conclusione o comunque la reazione "buonista" e impietosita di Tony e come lui agisce nel finale nei riguardi di Veronica e delle di lei azioni. 
 Mi ha infastidito la caratterizzazione quasi stereotipata di Veronica, che dice quattro frasi in croce per tutto il libro e tutte altezzose, volutamente ed esageratamente criptiche e acide all'indirizzo di Tony: se sai che il tuo ex era un rimbambito non puoi pretendere che dopo quarant'anni afferri al volo i tuoi indovinelli che già non capiva quando eravate giovani. E in generale non capisco tutto l'astio che lei continua a nutrire verso Tony, che in fondo è un povero inetto.

 Un'altra cosa che mi ha disturbato nel libro riguarda Tony ed è l'arrendevolezza con cui ha rinunciato al lascito che gli spettava, probabilmente in virtù di un senso di colpa (immotivato perché di fatto non è colpa sua se le maledizioni che aveva scagliato contro Adrian e Veronica si siano poi avverate) ma ancora una volta ha concesso troppo a Veronica.
 Altra cosa fastidiosa: il processo di adorazione e beatificazione di Adrian anche dopo il suo gesto e i motivi per i quali lo ha fatto; nonostante la banalità di questi motivi, comunque si continua a ripetere quanto fosse intelligente (citazione della madre di Tony) e superiore rispetto agli altri. 


 Insomma, è un libro che mi ha lasciato molte riflessioni ma anche perplessità. 

 O* 

martedì 15 maggio 2018

Tag - Harry Potter

 Un articolo veloce con un tag su Harry Potter molto popolare su Youtube, in particolare qui allego il video di Ilenia Zodiaco, meravigliosa.                                                                           🌠                                                                                  

 https://www.youtube.com/watch?v=KYN27ApTkvU 

1. Quando e come hai conosciuto Harry e il suo mondo? Tra la prima e la seconda media, mio padre mi regalò i primi due volumi al ritorno da un viaggio di lavoro. 

2. In che ordine hai letto i libri? Ovviamente dal primo al settimo. 
3. Qual è il tuo libro preferito? Quello che non ti è piaciuto? Il mio preferito è il terzo; nessun volume non mi è piaciuto, forse il meno gradito è il settimo. 
4. Qual è il tuo personaggio MASCHILE preferito? Sirius Black. 
5. Qual è il tuo personaggio FEMMINILE preferito? Hermione, McGranitt. 
6. Dai un voto al tuo libro preferito dall'1 al 10 e spiega il perché. Il mio libro preferito è il terzo, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban; ovviamente il voto è 10: mi è piaciuta la trama e soprattutto l'ingresso del mio personaggio preferito, Sirius, il padrino di Harry. La trama del libro è ricca di colpi di scena, ben costruita e naturalmente commovente e coinvolgente. 
7. La migliore trasposizione cinematografica e la peggiore? La peggiore è quella del terzo libro; le migliori sono la prima e la seconda. 
8. Qual è secondo te l'ambientazione migliore? E la peggiore? La migliore è Hogwarts, la peggiore non saprei. 
9. Qual è il tuo Weasley preferito? Quello che non puoi neanche sentire nominare? I miei preferiti sono i genitori, il personaggio che prenderei a schiaffi è Ginny, insulsa e inutile. 
10. Qual è la tua Creatura Fantastica preferita? Ippogrifo. 
11. Qual è il tuo Mangiamorte preferito? Bellatrix. 
12. Se fossi ad Hogwarts, quale sarebbe il tuo passatempo magico preferito? Trasfigurazione e Quidditch. 
13. Quale tra i Big 7 è il tuo preferito? Hermione. 
14. Qual è il tuo Professore di Hogwarts preferito? Lupin e McGranitt.  
15. Qual è il tuo incantesimo magico preferito? Expecto Patronum. 
16. Hai qualche libro su Harry Potter NON scritto dalla Rowling? Se si, quale? No. 
17. Hai mai partecipato a un raduno Potteriano? Dove? No. 
18. Hai qualche gadget potteriano? Cosa? Articoli di cancelleria, la Giratempo. 
19. Qual è la tua citazione preferita? "Happiness can be found, even in the darkest of times, if one only remembers to turn on the light.", Silente. 
20. Chi avresti voluto che non morisse? Chi avresti lasciato che morisse? Ovviamente Sirius; per il resto, non interferisco con la trama. 
21. Ti aspettavi un finale diverso? Se si, come lo avevi immaginato? Con meno morti. 
22. Qual è la tua materia preferita? Trasfigurazione. Quella che non studieresti volentieri? Materie teoriche. 
23. Cosa sceglieresti tra un gufo/ un gatto/ un rospo? Un gufo. 
24. In che casa vorresti essere smistato? In quale ti rifiuteresti di andare? Vorrei Corvonero ma sono stata smistata a Serpeverde, che non vrei voluto. 
25. Sei iscritto a Pottermore? Ti piace il sito? Sì e sì. 
26. Cosa pensi di quelli che dicono "Harry Potter è solo un libro!"? Sono delle capre insensibili! 
27. Hai letto anche gli altri libri di Harry? (Animali fantastici dove trovarli/ Il Quidditch attraverso i secoli/ Le fiabe di Beda il Bardo). No. 
28. Qual è il tuo Dono della Morte preferito? La bacchetta. 
29. Qual è la tua coppia preferita della saga? Quella che non approvi? Mi piacciono Hermione e Ron ma non Harry e Ginny. 
30. Se potessi parlare con zia Jo, cosa le diresti? GRAZIE! E, per favore, scrivi il prequel sui Malandrini. 

La vita immortale di Henrietta Lacks


 Non aggiorno questo blog da circa due mesi, perché non ho chissà cosa da raccontare e soprattutto perché ho un'infinità di cose da fare, in particolare al lavoro, e infatti sono abbastanza esaurita e non vedo l'ora di arrivare alla fine dell'anno scolastico. Ci  siamo quasi, manca un mesetto.  💪 

 Nell'ultimo anno ho fatto una scelta singolare e sembra abbastanza incoerente e ridicolo dichiarare una cosa del genere su un blog: ho annullato l'abbonamento internet a casa. 
 Perché? All'inizio perché, dopo il trasloco e la fine del precedente contratto, non mi andava di sottoscrivere il nuovo abbonamento e pagarlo a vuoto per il mese in cui sarei stata in Italia, poi man mano che passavano i mesi mi sono accorta di essere stata sino ad allora sempre più dipendente da internet, dalle serie tv, dai video su Youtube, dalla connessione wifi; avevo trascorso sempre più tempo parcheggiata davanti al pc senza neanche rendermene conto. E, cosa gravissima per me, avevo quasi smesso di leggere senza neanche rendermene conto. Annullando internet, quindi, ho ripreso a leggere quasi ai livelli a cui ero abituata anni prima, e ne sono molto felice. 
 Quindi tra un turno di lavoro e un tragitto in bus, tra un acquisto online e un video di cucina, mi sono imbattuta in questo libro meraviglioso, che merita un articolo sul mio blog. 



 Questo romanzo è meraviglioso e andrebbe fatto leggere nelle scuole. L'autrice, Rebecca Skloot, racconta la vicenda dell'americana Henrietta Lacks, conosciuta nell'ambito scientifico e accademico sotto la sigla HeLa, che indica le cellule affette da cancro prelevate dalla sua cervice negli anni 50. 
 Cosa c'è di affascinante in tutto ciò? C'è che queste cellule si sono rivelate essere immortali, ossia sono in grado di riprodursi all'infinito, e questa caratteristica le ha rese idonee a sperimentazioni, ricerche ed esperimenti che hanno portato -e tuttora continuano a farlo- ad innumerevoli e importantissime scoperte scientifiche. Quello che rende ancor più affascinante e toccante la storia di Henrietta è che le cellule non hanno mai fruttato un soldo né a lei né alla sua famiglia, che per generazioni ha vissuto nell'indigenza e nella povertà: paradossalmente, aziende e privati si sono vergognosamente arricchiti commercializzando HeLa in tutto il mondo, ma i parenti lontani e vicini della donna non hanno i soldi per l'assicurazione sanitaria. 

 La storia è coinvolgente, scorrevole e di facile comprensione anche per chi non è esperto del settore scientifico; l'autrice alterna e intreccia la vicenda privata e personale di Henrietta e della sua famiglia con le molteplici strade percorse dalle cellule prelevate dal suo corpo.  Il libro non è solo un piacevole e commovente prodotto di intrattenimento ma offre spunti di riflessione sui danni dell'ignoranza, sulla difesa e sulla violazione della privacy, sul progresso della scienza e della ricerca, sul (non) guadagno economico individuale a fronte del benessere sanitario collettivo. L'autrice pone l'accento sul dilemma etico e morale della sperimentazione sugli esseri umani, sull'apparente attitudine che alcuni scienziati hanno di porsi sullo stesso livello di Dio; non fornisce risposte ma, almeno per quanto riguarda me, lascia una traccia nello spirito del lettore. Uno dei libri più belli che abbia letto. 


 Naturalmente le mie parole non rendono che in minima parte la potenza di questo libro e spero che abbia il successo che merita. 

  Sin sin sin *