Da circa un annetto ho adocchiato un libro scritto da Julian Barnes, Il pappagallo di Flaubert, ma in attesa di leggerlo ho deciso di avvicinarmi a questo autore tramite un altro suo romanzo, Il senso di una fine.
Questo libro è narrato in prima persona dal protagonista Tony, che seguiamo negli anni della sua giovinezza, dei primi amori e dei momenti significativi con i suoi amici. Al centro della narrazione c'è il personaggio di Adrian, ammirato, amato, corteggiato, anche dopo un avvenimento chiave del romanzo.
Il senso di questo libro non mi è completamente chiaro. Mi sono piaciuti lo stile, la riflessione sul tempo che scorre, i riferimenti filosofici e letterari e penso sia scritto davvero molto bene perché pur non essendomi piaciuto particolarmente, soprattutto nel finale, non faccio che pensarci e ho detestato quasi tutti i personaggi, tranne forse Margaret, quindi ha lasciato delle sensazioni non indifferenti.
Non mi è piaciuta affatto la conclusione o comunque la reazione "buonista" e impietosita di Tony e come lui agisce nel finale nei riguardi di Veronica e delle di lei azioni.
Mi ha infastidito la caratterizzazione quasi stereotipata di Veronica, che dice quattro frasi in croce per tutto il libro e tutte altezzose, volutamente ed esageratamente criptiche e acide all'indirizzo di Tony: se sai che il tuo ex era un rimbambito non puoi pretendere che dopo quarant'anni afferri al volo i tuoi indovinelli che già non capiva quando eravate giovani. E in generale non capisco tutto l'astio che lei continua a nutrire verso Tony, che in fondo è un povero inetto.
Un'altra cosa che mi ha disturbato nel libro riguarda Tony ed è l'arrendevolezza con cui ha rinunciato al lascito che gli spettava, probabilmente in virtù di un senso di colpa (immotivato perché di fatto non è colpa sua se le maledizioni che aveva scagliato contro Adrian e Veronica si siano poi avverate) ma ancora una volta ha concesso troppo a Veronica.
Altra cosa fastidiosa: il processo di adorazione e beatificazione di Adrian anche dopo il suo gesto e i motivi per i quali lo ha fatto; nonostante la banalità di questi motivi, comunque si continua a ripetere quanto fosse intelligente (citazione della madre di Tony) e superiore rispetto agli altri.
Insomma, è un libro che mi ha lasciato molte riflessioni ma anche perplessità.
O*
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