martedì 15 maggio 2018

La vita immortale di Henrietta Lacks


 Non aggiorno questo blog da circa due mesi, perché non ho chissà cosa da raccontare e soprattutto perché ho un'infinità di cose da fare, in particolare al lavoro, e infatti sono abbastanza esaurita e non vedo l'ora di arrivare alla fine dell'anno scolastico. Ci  siamo quasi, manca un mesetto.  💪 

 Nell'ultimo anno ho fatto una scelta singolare e sembra abbastanza incoerente e ridicolo dichiarare una cosa del genere su un blog: ho annullato l'abbonamento internet a casa. 
 Perché? All'inizio perché, dopo il trasloco e la fine del precedente contratto, non mi andava di sottoscrivere il nuovo abbonamento e pagarlo a vuoto per il mese in cui sarei stata in Italia, poi man mano che passavano i mesi mi sono accorta di essere stata sino ad allora sempre più dipendente da internet, dalle serie tv, dai video su Youtube, dalla connessione wifi; avevo trascorso sempre più tempo parcheggiata davanti al pc senza neanche rendermene conto. E, cosa gravissima per me, avevo quasi smesso di leggere senza neanche rendermene conto. Annullando internet, quindi, ho ripreso a leggere quasi ai livelli a cui ero abituata anni prima, e ne sono molto felice. 
 Quindi tra un turno di lavoro e un tragitto in bus, tra un acquisto online e un video di cucina, mi sono imbattuta in questo libro meraviglioso, che merita un articolo sul mio blog. 



 Questo romanzo è meraviglioso e andrebbe fatto leggere nelle scuole. L'autrice, Rebecca Skloot, racconta la vicenda dell'americana Henrietta Lacks, conosciuta nell'ambito scientifico e accademico sotto la sigla HeLa, che indica le cellule affette da cancro prelevate dalla sua cervice negli anni 50. 
 Cosa c'è di affascinante in tutto ciò? C'è che queste cellule si sono rivelate essere immortali, ossia sono in grado di riprodursi all'infinito, e questa caratteristica le ha rese idonee a sperimentazioni, ricerche ed esperimenti che hanno portato -e tuttora continuano a farlo- ad innumerevoli e importantissime scoperte scientifiche. Quello che rende ancor più affascinante e toccante la storia di Henrietta è che le cellule non hanno mai fruttato un soldo né a lei né alla sua famiglia, che per generazioni ha vissuto nell'indigenza e nella povertà: paradossalmente, aziende e privati si sono vergognosamente arricchiti commercializzando HeLa in tutto il mondo, ma i parenti lontani e vicini della donna non hanno i soldi per l'assicurazione sanitaria. 

 La storia è coinvolgente, scorrevole e di facile comprensione anche per chi non è esperto del settore scientifico; l'autrice alterna e intreccia la vicenda privata e personale di Henrietta e della sua famiglia con le molteplici strade percorse dalle cellule prelevate dal suo corpo.  Il libro non è solo un piacevole e commovente prodotto di intrattenimento ma offre spunti di riflessione sui danni dell'ignoranza, sulla difesa e sulla violazione della privacy, sul progresso della scienza e della ricerca, sul (non) guadagno economico individuale a fronte del benessere sanitario collettivo. L'autrice pone l'accento sul dilemma etico e morale della sperimentazione sugli esseri umani, sull'apparente attitudine che alcuni scienziati hanno di porsi sullo stesso livello di Dio; non fornisce risposte ma, almeno per quanto riguarda me, lascia una traccia nello spirito del lettore. Uno dei libri più belli che abbia letto. 


 Naturalmente le mie parole non rendono che in minima parte la potenza di questo libro e spero che abbia il successo che merita. 

  Sin sin sin * 

Nessun commento:

Posta un commento