venerdì 21 marzo 2014

Giornata mondiale della Poesia

 Come si evince dal titolo questo post, oggi si celebra la giornata mondiale della poesia. Per renderle onore avevo pensato di pubblicare la cavalcata trionfale dell'Inter alla conquista del triplete, o il video della celeberrima intervista "zero tituli" di Mourinho, ma alla fine di cotante elucubrazioni ho deciso di atteggiarmi a persona semi-seria e pubblicare un paio di opere letterarie che mi piacciono. 
 La prima è "Valentino", di Giovanni Pascoli, che ha segnato la mia infanzia ed era la mia poesia preferita di quel periodo giocoso della mia vita, quando frequentavo la scuola elementare, trovavo difficile memorizzare versi infiniti e mia madre e i miei fratelli mi aiutavano mimando i contenuti delle poesie. 

 La seconda è "Il sabato del villaggio", di Giacomo Leopardi, che amo e che tuttora rispecchia fedelmente le mie sensazioni ogni volta che mi accosto, mi godo e mi allontano dal fine settimana. E non a caso sto scrivendo di venerdì sera... 

https://www.youtube.com/watch?v=fD6gtN1H7y4#t=11 

La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella.
Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo. 

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno. 

Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave. 


Buona serata a chi legge! 

sin sin sin***   Ornella

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