Anni fa in un romanzo lessi come una puledra dà luce ai suoi cuccioli. Tale modalità mi sembrò immediatamente una metafora per tutte le occasioni in cui, anziché focalizzarsi sul problema principale che affligge un soggetto, ci si sofferma -volontariamente e in malafede- su situazioni di contorno, corollari più o meno importanti ma la cui rilevanza non dovrebbe passare in primo piano rispetto al vero e reale problema.
Quando la cavalla deve partorire, il veterinario (o chi per lui) le torce energicamente il muso per far sì che lei si concentri sul dolore scaturito da questa mossa, appannando la percezione del dolore del parto in sé, infinitamente più intenso e lancinante.
Morale della favola: mi viene in mente quest'immagine ogni volta che si parla dei costi e degli sprechi spropositati della politica, ma chi di dovere punta il dito contro stipendi di celebrità e calciatori; o in ambito calcistico, anziché risolvere il problema di arbitraggi fantasiosi e rei di alterare partite, si volge l'attenzione pubblica e mediatica su tematiche di minor rilievo come cori e fischi agli avversari.
sin sin sin *** Ornella*
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