domenica 14 novembre 2021

Leggendo. I sette killer dello Shinkansen


  Kōtarō Isaka, traduzione di Bruno Forzan.


"Quando diceva così, gli brillavano gli occhi come a un bambino, e a ricordarsene​ Mikan si sentì lacerare il petto in mille pezzi, e fu come se un vento gelido gli penetrasse dentro da lì. [...] Gli tornò alla mente la frase di quel romanzo, 'Soli, perimmo...' 
Per quanto tempo si passasse insieme, al momento della morte ognuno si ritrovava solo con se stesso."



​"In una situazione in cui diventa impossibile tradire, gli uomini tradiscono sempre."



Giappone, un treno ad alta velocità, una valigia piena di soldi e un manipolo di criminali più o meno sospetti in servizio che si ostacolano a vicenda per portare a termine i loro compiti. Chi riuscirà nell'impresa?
540 pagine che volano perché la prosa è scorrevole e cadenzata, la trama è avvincente e, nonostante qualche piccola pecca (ad esempio un vago rischio di ripetitività dovuto ai diversi punti di vista attraverso i quali leggiamo gli avvenimenti), il romanzo offre riflessioni su temi di etica e morale e alterna flashback che spezzano il ritmo e raccontano qualcosa dei personaggi. Quelli per me più approfonditi e interessanti sono stati Ōji e Nanao (in cui mi sono identificata per la costante sfiga che lo perseguita).
Il retro di copertina promette ironia e intreccio degni Tarantino e Agatha Christie, e il libro in effetti non mi ha deluso.

A ragion veduta, il thriller dell'estate 2021: l'estate in cui siamo tornati a viaggiare e a vivere una pseudo normalità non poteva che essere accompagnata da un libro ambientato su un treno in uno dei paesi più affascinanti di sempre e che ha ospitato pure le Olimpiadi, quindi meglio di così!

Consiglio di leggerlo, appunto, a bordo di un treno per immergersi ancora di più nell'atmosfera di questo libro.






Altre citazioni che mi hanno colpita:

"Quando si trova nella necessità di dover prendere decisioni terribili o che vanno contro la morale comune, l'essere umano tende a convergere sul parere del gruppo, per poi autoconvincersi di aver fatto la scelta giusta."

"A chiunque è necessario giustificare i propri fallimenti. Nessuno potrebbe tirare avanti se non pensasse di essere una persona forte e di valore, che ha fatto le giuste scelte. E quando le proprie parole e azioni sono ben distanti da quell'autoconvincimento​, si cominciano a cercare scuse per annullare quella discrepanza."

"Le cose che desiderano gli altri hanno un valore già di per sé, e quando tu le possiedi ti trovi in una posizione di superiorità. È il principio della leva."
"​Magari la sfortuna poteva essere contagiosa."


"La lettura era strettamente legata alla possibilità di trasformare in termini concreti i sentimenti delle persone o i concetti astratti, e gli consentiva di elaborare pensieri complessi e oggettivi."

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