sabato 13 novembre 2021

Nordic Books Challenge. Miraggio 1938; Eredità


 Kjell Westö, traduzione di Laura Cangemi. 

 "Sono gli eccessi a definire il nostro vero io, quelle cose grottesche che facciamo solo perché vogliamo e possiamo, senza pensare ai precetti morali." 


 Dalle stelle alle stalle è il riassunto delle mie letture tra settembre e ottobre nell'ambito della sfida di lettura NordicBooksChallenge

Cominciamo con le gioie: Miraggio 1938, pubblicato per la prima volta nel 2013, è un romanzo storico pseudo giallo ambientato a ridosso della seconda guerra mondiale tra Helsinki e la Svezia; è un libro completo, di intrattenimento, ben scritto e che tratta temi classici tra cui l'amicizia, la politica, la malattia mentale, la condizione femminile, e ovviamente la guerra e l'antisemitismo, mantenendosi scorrevole ma non superficiale, al contrario del libro letto a ottobre. 
 La mezza pagina finale smorza un po' la potenza della rivelazione dell'identità della vittima della vendetta di Matilda, la protagonista, ma ciò non indebolisce il romanzo, a mio avviso. I punti di vista alternati attraverso i quali la storia è narrata sono quelli di Matilda e dell'altro protagonista, il suo datore di lavoro Claes. 
 Ciò che più mi ha colpito è quanto la politica e le ideologie si insinuino nella quotidianità e fra i rapporti personali, al punto da deteriorare amicizie e relazioni famigliari. 
 "E il fine non giustifica i mezzi, anzi sono i mezzi che racchiudono in sé la verità su chi sei."

 * * * * * * 


 Vigdis Hjorth, traduzione di Margherita Podestà Heir. 
 Continuando a parlare di famiglie lacerate, Eredità è stato purtroppo una cocente delusione per me: l'ho trovato un romanzo insulso, non scritto malissimo ma senza alcun guizzo di stile o di prosa, ripetitivo e pieno di spiegoni. 
 Si tratta del racconto in prima persona della narratrice Bergljot, che squaderna le proprie supposizioni ed elucubrazioni circa gli eventi che coinvolgono la famiglia (con cui lei è in conflitto) e in base a come lei ritiene si siano svolti. 

 Per la prima metà del romanzo si allude ad un grande trauma segreto * ma non c'è pathos, non c'è alcun climax fino alla rivelazione, e non c'è approfondimento in seguito ad essa. Ho anche riscontrato rese in traduzione discutibili e non è la prima volta che mi capita leggendo libri tradotti dalla persona che si è occupata anche di Eredità. La narratrice è inaffidabile ma non si capisce se lo sia per intenzione dell'autrice o per inconsistenza della scrittura, e onestamente propendo per la seconda ipotesi. 
 L'unica cosa che ho trovato interessante in questo romanzo è l'argomento tabù dell'odio figlia-madre ma per il resto è un libro assolutamente dimenticabile, consigliato a chi è nel blocco del lettore perché almeno è scorrevole ma non vale minimamente il prezzo di copertina. Parlando con una conoscente svedese a proposito di questo libro, mi raccontava che lo aveva letto con un gruppo di lettura e non era piaciuto praticamente a nessuno, quindi mi sono sentita meno sola, e che il clamore suscitato era dovuto soprattutto alle vicende personali dell'autrice, che a quanto pare avrebbe infarcito il libro di elementi autobiografici che avrebbero scatenato le ire della famiglia, che avrebbe agito per vie legali. 


 * Il trauma in questione è un abuso incestuoso che la narratrice ha subìto per mano del padre quando era piccola, ma la faccenda non viene mai approfondita né sviscerata. 

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