Kjell Westö, traduzione di Laura Cangemi.
"Sono gli eccessi a definire il nostro vero io, quelle cose grottesche che facciamo solo perché vogliamo e possiamo, senza pensare ai precetti morali."
Dalle stelle alle stalle è il riassunto delle mie letture tra settembre e ottobre nell'ambito della sfida di lettura NordicBooksChallenge.
Cominciamo con le gioie: Miraggio 1938, pubblicato per la prima volta nel 2013, è un romanzo storico pseudo giallo ambientato a ridosso della seconda guerra mondiale tra Helsinki e la Svezia; è un libro completo, di intrattenimento, ben scritto e che tratta temi classici tra cui l'amicizia, la politica, la malattia mentale, la condizione femminile, e ovviamente la guerra e l'antisemitismo, mantenendosi scorrevole ma non superficiale, al contrario del libro letto a ottobre.
La mezza pagina finale smorza un po' la potenza della rivelazione dell'identità della vittima della vendetta di Matilda, la protagonista, ma ciò non indebolisce il romanzo, a mio avviso. I punti di vista alternati attraverso i quali la storia è narrata sono quelli di Matilda e dell'altro protagonista, il suo datore di lavoro Claes.
Ciò che più mi ha colpito è quanto la politica e le ideologie si insinuino nella quotidianità e fra i rapporti personali, al punto da deteriorare amicizie e relazioni famigliari.
Ciò che più mi ha colpito è quanto la politica e le ideologie si insinuino nella quotidianità e fra i rapporti personali, al punto da deteriorare amicizie e relazioni famigliari.
"E il fine non giustifica i mezzi, anzi sono i mezzi che racchiudono in sé la verità su chi sei."
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Continuando a parlare di famiglie lacerate, Eredità è stato purtroppo una cocente delusione per me: l'ho trovato un romanzo insulso, non scritto malissimo ma senza alcun guizzo di stile o di prosa, ripetitivo e pieno di spiegoni.
Si tratta del racconto in prima persona della narratrice Bergljot, che squaderna le proprie supposizioni ed elucubrazioni circa gli eventi che coinvolgono la famiglia (con cui lei è in conflitto) e in base a come lei ritiene si siano svolti.
Per la prima metà del romanzo si allude ad un grande trauma segreto * ma non c'è pathos, non c'è alcun climax fino alla rivelazione, e non c'è approfondimento in seguito ad essa. Ho anche riscontrato rese in traduzione discutibili e non è la prima volta che mi capita leggendo libri tradotti dalla persona che si è occupata anche di Eredità. La narratrice è inaffidabile ma non si capisce se lo sia per intenzione dell'autrice o per inconsistenza della scrittura, e onestamente propendo per la seconda ipotesi.
Si tratta del racconto in prima persona della narratrice Bergljot, che squaderna le proprie supposizioni ed elucubrazioni circa gli eventi che coinvolgono la famiglia (con cui lei è in conflitto) e in base a come lei ritiene si siano svolti.
Per la prima metà del romanzo si allude ad un grande trauma segreto * ma non c'è pathos, non c'è alcun climax fino alla rivelazione, e non c'è approfondimento in seguito ad essa. Ho anche riscontrato rese in traduzione discutibili e non è la prima volta che mi capita leggendo libri tradotti dalla persona che si è occupata anche di Eredità. La narratrice è inaffidabile ma non si capisce se lo sia per intenzione dell'autrice o per inconsistenza della scrittura, e onestamente propendo per la seconda ipotesi.
L'unica cosa che ho trovato interessante in questo romanzo è l'argomento tabù dell'odio figlia-madre ma per il resto è un libro assolutamente dimenticabile, consigliato a chi è nel blocco del lettore perché almeno è scorrevole ma non vale minimamente il prezzo di copertina. Parlando con una conoscente svedese a proposito di questo libro, mi raccontava che lo aveva letto con un gruppo di lettura e non era piaciuto praticamente a nessuno, quindi mi sono sentita meno sola, e che il clamore suscitato era dovuto soprattutto alle vicende personali dell'autrice, che a quanto pare avrebbe infarcito il libro di elementi autobiografici che avrebbero scatenato le ire della famiglia, che avrebbe agito per vie legali.
* Il trauma in questione è un abuso incestuoso che la narratrice ha subìto per mano del padre quando era piccola, ma la faccenda non viene mai approfondita né sviscerata.


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