Primo giorno del secondo mese più
bello dell'anno! Medaglia d'oro al mio marzo, naturalmente.
Ho trascurato, come spesso accaduto in
passato, il mio blog per vari mesi, e l'evento che mi ha spinto, un
paio di settimane fa, a rifarmi viva qui è stato l'esonero di
Mazzarri. Finalmente!
Ma procediamo con ordine (quasi
cronologico) al racconto dei miei ultimi mesi.
A metà luglio ho concluso la mia
esperienza come au-pair e ho deciso di restare in Svezia tutta
l'estate per cercare un altro lavoro e un alloggio, e mi sono
concessa una decina di giorni di vacanza con le mie amiche, Marzia e
Vittoria, venute a trovarmi a Lkpg per l'occasione :D
Mi sono divertita e goduta in quasi
santa pace quella settimana abbondante, dico quasi perché
l'angoscia di non riuscire a trovare lavoro non mi lasciava dormire
tranquilla, il solito groppo in gola mi attanagliava il petto, mi
toglieva il respiro, e cercavo spesso di allontanare questi pensieri
negativi dalla mia mente. Cosa avrei fatto? Tornare in Italia? No,
per carità.
Poi all'inizio di agosto, un caldo e afoso agosto, per
gli standard svedesi un'estate da record che ha visto qualche foresta incendiata e la necessità di chiedere aiuto ai canadair italiani e francesi, l'offerta ha incontrato la
domanda e io ho cominciato a lavorare come frukost tjej (ovvero
cameriera alle colazioni) nel ristorante della catena alberghiera più
famosa e cool della Scandinavia.
Inutile dire che, con una laurea in
tasca, il sogno sarebbe di utilizzarla per fare qualcosa che sia più
aulico dello sparecchiare tavoli e affettare verdure, però al momento la
realtà è questa, e spero che tutti i sacrifici verranno prima o poi
ricompensati. Nel frattempo continuo a studiare francese e svedese,
sono al penultimo livello (svedese come seconda lingua) ed entro
l'estate dovrei completare tutto il percorso che mi servirà per
iscrivermi all'università. Allo stesso tempo, occasionalmente impartisco lezioni di inglese.
Trovato il lavoro era giunto il
momento di trovare casa. Per chi non lo sapesse, è più facile trovare
uno juventino onesto che un alloggio in Svezia. Quindi per farla
breve ho passato gli ultimi 4-5 mesi sul divano-letto di un'amica
-interista, tanto per restare in tema!- che gentilmente mi sta
ospitando, Elisa, e rimarrò qui fino alla partenza per l'Italia, fra
due settimane esatte, poi al mio ritorno mi trasferirò in una camera
in affitto con altri due studenti, uno svedese e una francese.
Nel complesso la mia vita procede
bene; avverto un miglioramento nello svedese (ovviamente!), sono
moderatamente felice e con il mio ragazzo va tutto bene. La perfezione,
e a questo punto neanche la felicità a 360 gradi, non esistono,
quindi mi ritengo relativamente contenta. Soddisfatta no, perché nel
profondo del mio io continuo ad essere psicopatica, tormentata,
ansiosa, alla continua ricerca di qualcosa, ma sto cercando di
lavorare sulla mia psiche per trarre dalla vita il meglio che le
situazioni possano offrirmi, altrimenti non campo più...
Ogni tanto mi prendono momenti di sconforto, di smarrimento, mi sento triste, delusa, in costante lotta con la vita, in preda all'ansia e alla frustrazione perché guardo le vite degli altri, come queste scorrono più fluide della mia, senza intoppi, senza ostacoli, guardo a tutte le piccole-grandi conquiste che io devo quotidianamente sudarmi, al contrario di altre persone a cui tutto è dovuto e piove dal cielo. E io non appartengo a questo gruppo.
Prima accennavo all'estate: con
Marzia, Vittoria e Andrew sono andata in crociera a Tallinn ed
Helsinki via Stoccolma, e mi sono divertita! :) Mi mancano le mie vere amiche, quelle che mi conoscono da anni, che mi capiscono al volo (e quindi parlo
anche di Marianna).
Vivere all'estero non è sempre facile, andare via non è sempre facile, ma a volte la gente sembra non capire e pensare che chi prende questa decisione abbia già davanti a sé le porte spalancate e la vita comoda. Non è così, o almeno non lo è per me. Non sopporto più i discorsi di chi si atteggia ad eroe perché è rimasto, presumibilmente mantenuto da mammà e papà, mentre noi poveri stronzi siamo andati via, magari a spaccarci la schiena ogni giorno nella speranza di costruire un futuro, di raggiungere una sicurezza o una felicità non effimera. E invece no, è molto più facile gonfiare il petto e puntare il dito.
Vivere all'estero non è sempre facile, andare via non è sempre facile, ma a volte la gente sembra non capire e pensare che chi prende questa decisione abbia già davanti a sé le porte spalancate e la vita comoda. Non è così, o almeno non lo è per me. Non sopporto più i discorsi di chi si atteggia ad eroe perché è rimasto, presumibilmente mantenuto da mammà e papà, mentre noi poveri stronzi siamo andati via, magari a spaccarci la schiena ogni giorno nella speranza di costruire un futuro, di raggiungere una sicurezza o una felicità non effimera. E invece no, è molto più facile gonfiare il petto e puntare il dito.
Uno sguardo gioioso al futuro: proprio oggi ho
comprato i biglietti per andare a vedere Robbie Williams in
concerto!!!!!! Qui vicino, in Svezia, che bello!
Capitolo viaggi: quest'estate mi
piacerebbe andare in Polonia; ho visto tutte le grandi capitali
europee esclusa Barcellona -se di capitale possiamo parlare- e vorrei
andare appunto in Polonia o Portogallo; della prima mi hanno parlato
tutti bene a proposito di cibo, cose da vedere, rapporto
qualità/prezzo, inoltre a fine maggio avrà luogo la finale di
Europa League a Varsavia, l'Inter gioca in EL... Chi lo sa, vedremo!
Capitolo Inter: Mancini festosamente
accolto come liberatore della patria, non è Mourinho e lo sappiamo,
la rosa è quella che è e la vediamo, ma è bello e liberatorio e
adrenalinico sentir finalmente parlare di obiettivo Champions, di
desiderio di vittoria, di giovani da far crescere, quindi l'ottimismo
per quanto contenuto esiste. Speriamo bene. Abbiamo pareggiato nel
derby della scorsa settimana (io mi aspettavo una vittoria, perché
credo che la nostra squadra sia superiore al Milan), vinto in EL e
conquistato matematicamente la qualificazione ai 16esimi come prima
squadra del girone, e infine ieri perso 4 a 2 contro la Roma,
risultato prevedibile ma non scontato guardando la partita.
Ieri la Svezia è ufficialmente
entrata nel clima natalizio e nelle celebrazioni dell'Avvento: dalla
prima domenica di dicembre si usa decorare case e strade e accendere ogni
settimana una candela (quattro in totale) a simboleggiare le settimane
che ci accompagnano verso il Natale. Che bello! Superfluo dire che
amo tutto ciò: l'atmosfera, i profumi, le luci, le canzoni... Amo il
Natale e tutto ciò che lo circonda! ^_^
Credo che questo lunghissimo
aggiornamento possa trovare qui una sua conclusione, rinnovo come
sempre il proposito di non tenermi lontana tanto a lungo dalla
scrittura del blog, e credo che questo intento sarà mantenuto con
gli aggiornamenti “onirici”, purtroppo le mie notti quando non
insonni sono costellate di incubi... Credo che il mio inconscio
voglia dirmi qualcosa, riuscissi a capire cosa...
sin sin sin ***
Ornella* #AMALA
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