Ho recentemente finito di leggere, questa volta in inglese, il capolavoro di Fowles, dopo la prima lettura, in italiano, fatta ben oltre quattro anni fa. Questo libro mi era stato regalato dalla mia zia madrina (locuzione che fa molto Cenerentola :D ) e mi aveva immediatamente colpita per lo stile di scrittura e affascinata per diversi concetti che l'autore enunciava una sessantina di anni fa ma che continuano ad essere beatamente attuali, o per lo meno io mi ci ritrovo senza sforzo.
Non mi prendo la briga di scrivere la trama del romanzo ma voglio limitarmi ad annotare le due citazioni che più di tutte mi hanno toccata.
<<His statement to himself should have been, "I possess this now, therefore I am happy," instead of what it so Victorianly was: "I cannot possess this forever, and therefore am sad.>>
Penso che in queste poche righe sia racchiusa ed enunciata la profonda essenza dell'interismo. So che sembra sciocco, ma ciò che Fowles chiama Vittorianesimo io lo traduco con tifo interista, e in queste parole ho ritrovato la perenne insoddisfazione e la costante ansietà del tifoso interista, che quando vince di domenica pensa già alla partita di mercoledì pomeriggio, godendo a malapena delle proprie vittorie. E io che vivo di ansia e preoccupazioni, mi rispecchio senza difficoltà in queste sensazioni.
Il secondo estratto dal libro è decisamente più romantico e struggente, e non ha bisogno di presentazioni:
<< "Whenever I see you, sound fails, my tongue falters, thin fire steals through my llimbs, an inner roar, and darkness shroud my ears and eyes." Catullo was translating Sappho here; and the Sapphic remains the best clinicial description of love in European medicine.>>
Questo è quanto. Devo assolutamente andare a letto e dormire.
Amala! Ornella
Nessun commento:
Posta un commento