lunedì 22 febbraio 2021

Leggendo. La ricetta del dottor Wasser & Il dio del massacro

 La ricetta del dottor Wasser 

 Lars Gustafsson, traduzione di Carmen Giorgetti Cima. 


 ''Molti veterani erano disposti a completare i buchi dei suoi "non ricordo" [...] Alla gente piace completare. In realtà non è poi così strano. Vivere è un'attività che crea significato. Vivere è interpretare.'' 

 Questo libro mi ha delusa: personaggi, avvenimenti e tematiche non sono ben raccontati e men che meno approfonditi, ma tutto è solo accennato. Si tratta di un volume breve (e secondo me la spesa non vale l'impresa) e scorrevole, ma non sempre queste caratteristiche sono sufficienti a rendere un romanzo buono, e sicuramente non lo sono in questo caso. La trama era molto accattivante (un giovane meccanico assume l'identità di un medico tedesco deceduto) ma l'opera vera e propria non è all'altezza delle aspettative, le tematiche da trattare c'erano, una su tutte l'identità (citofonare Pirandello), ma tutto è appena accennato e sfiorato. La narrazione è piuttosto frammentaria, aneddotica, e questa è un'ennesima caratteristica che non rientra fra i miei gusti; la lettura non è difficoltosa ma a fine libro ho provato un senso di incompiutezza e di mancanza di significato. Un vero peccato. 

 "E la notte solitaria trascorre, avanzando flemmatica come meglio può. La notte con i suoi strani paesaggi: lunghe valli in lieve pendenza, dove si ritorna sempre [...] a quelle città dove si cerca di arrivare in centro e si intuisce di esserci vicini, ma non si riesce mai a trovare il viale giusto." 


 Il dio del massacro 

 Yasmina Reza, traduzione di Laura Frausin Guarino ed Ena Marchi. 


 "È una legge della vita. [...] Poi un po' alla volta si impara a sostituire il diritto alla violenza. Le ricordo che all'origine il diritto è la forza.  
[...] Io credo nel dio del massacro. È il solo dio che governa, in modo assoluto, fin dalla notte dei tempi." 

 Ho comprato questo libretto approfittando degli sconti Adelphi, ci tenevo a leggere questa commedia teatrale dopo essere stata folgorata dal film, che ho guardato ben due volte nel giro di una settimana. Il libro è divertente e dissacrante e il film gli è estremamente fedele (eccezion fatta per nomi dei personaggi e ambientazione spostata dalla Francia agli Stati Uniti), tanto è vero che mentre leggevo continuavo a vedere davanti agli occhi le scene del film, ma sono comunue felice e soddisfatta di aver letto l'opera originale. Il testo è breve, scorrevole e regala un intrattenimento intelligente, cinico e sagace. 

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