sabato 27 febbraio 2021

Nordic Books Challenge. Perché ci ostiniamo


 "Sono innumerevoli le storie di persone che si riempiono la casa o l'appartamento di un oggetto dopo l'altro, finché quasi non c'è più posto per loro. A quel punto la loro dolce metà se l'è in genere già filata da un pezzo. I collezionisti compulsivi di libri appartengono a questa categoria." 

 Fredrik Sjöberg, traduzione di Andrea Berardini e Fulvio Ferrari. 

Oggi inauguro la serie di post dedicati alle letture per la NordicBooksChallenge, la sfida di lettura a tema scandinavo che ho ideato con Emily, e spero di essere costante nella pubblicazione delle mie impressioni di lettura. Per la  tappa di febbraio c'era da rompere il ghiaccio e leggere semplicemente un libro/fumetto presente nella propria libreria che fosse ambientato in Scandinavia o scritto da un autore da lì proveniente, quindi io ho colto la palla al balzo per leggere questo libro che avevo acquistato mesi fa approfittando di un'offerta promozionale (con due libri Iperborea si riceveva in omaggio un taccuino, la sfiga ha voluto che al momento del mio acquisto fossero esauriti i taccuini. Che bello). 

 Il libro è scorrevole e ben scritto (sebbene abbia trovato qualche refuso/disattenzione di traduzione) ma purtroppo non mi ha catturata né interessata. 

 Si tratta di una raccolta di brevi saggetti personali in cui l'autore parte da aneddoti pubblici o personali per poi raccontare di artisti o personaggi storici e delle loro scoperte, invenzioni e creazioni artistiche, il tutto intrecciato ad episodi della sua vita, immerso nella Natura. Mi è piaciuto il modo in cui Sjöberg incornicia gli avvenimenti che racconta nei luoghi in cui sono ambientati o in cui lui si trovava mentre pensava ad essi o li scriveva. L'ultimo capitolo è dedicato al padre, scomparso, dell'autore, fa leva sull'emotività in maniera molto delicata, senza puntare al patetismo, e ne costruisce un bel ricordo. 

 Il filo conduttore che scorre lungo l'intera opera rendendola omogenea è il collezionismo, grande passione di Sjöberg e soggetto infatti di molte delle sue pubblicazioni. Peccato che a me tutto ciò non interessi minimamente, e mi domando inoltre come un libro così zeppo di riferimenti alla cultura svedese possa essere apprezzato e compreso al di fuori della Svezia. 

 Sempre per gusto personale non ho apprezzato la frammentarietà del libro (ma questo è il motivo per cui non amo nemmeno le raccolte di racconti); insomma, ho letto libri di gran lunga peggiori di questo, per carità, ma sicuramente non è un volume indimenticabile e non lo raccomando come primo incontro con l'autore o con la letteratura scandinava, magari potrebbe piacere a chi ha già un interesse per la natura, il collezionismo o la geografia svedese, ma onestamente c'è di meglio in giro. 

 "... Lars Jonsson raffigura quella solitudine da cui si fa ritorno stando meglio di prima. Un passo di lato, nella nostra epoca concitata. Una pausa per riprendere fiato. Sì, la bellezza." 


 

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