martedì 23 febbraio 2021

Leggendo. Un'Odissea

 Un'Odissea. Un padre, un figlio e un'epopea 

 Daniel Mendelsohn, traduzione di Norman Gobetti. 


"Il fatto che i due campi avversi facciano uso dei medesimi esempi per dimostrare tesi diametralmente opposte ci insegna qualcosa riguardo al modo in cui tutti noi leggiamo e interpretiamo i testi letterari: là dove alcuni vedono caos e incoerenza, altri trovano senso, completezza e simmetria." 

 Questo è il libro che più ho apprezzato, insieme al Conte di Montecristo, negli ultimi mesi; inizialmente mi aspettavo un'opera simile a Leggere Lolita a Teheran (di Azar Nafisi) ma poi leggendo recensioni e pareri delusi ho ridimensionato le mie aspettative, nonostante ciò il libro mi è piaciuto molto. 

 L'autore usa il pretesto dell'Odissea per scrivere un libro su suo padre, e intreccia le proprie vicende personali agli episodi omerici, il tutto cadenzato dai seminari che tiene con i suoi studenti universitari. 

 Credo che il principale motivo di delusione derivato da questo libro sia un equivoco relativo al genere stesso dell'opera e alle aspettative nutrite nei confronti delle lezioni di letteratura tenute dall'autore (che è, appunto, un professore in un college statunitense): le riflessioni e le analisi che emergono nei seminari non sono particolarmente illuminanti, perché probabilmente un qualsiasi studente italiano impara in prima media quello che gli studenti di Mendelsohn scoprono all'università, ma questo è un gap culturale fra Italia e America che inevitabilmente finisce per riverberarsi tra le pagine di questo libro. 

 I temi affrontati sono quelli canonici dell'Odissea, ovvero la nostalgia, il ritorno a casa, il viaggio, il rapporto padre-figlio ovviamente, e il rapporto di conoscenza profonda e di fiducia tra partner, la paura del fallimento, il mestiere dell'insegnamento, l'importanza del mettersi in discussione. 

 L'aspetto più riuscito di questo libro è sicuramente il ritratto che l'autore dipinge del proprio padre, infatti mi sento di consigliare questo testo come regalo per un genitore: la storia narrata coivolge emotivamente ma non punta alla commozione o al patetismo, bensì alla riflessione sul ruolo genitoriale. A me è piaciuto tanto. 

 La prosa è scorrevole e colta senza essere pesante, la componente metalinguistica è gradevole, ma non ho apprezzato particolarmente le ripetizioni che l'autore scrive ogni mezza pagina, credo siano un espediente che strizza l'occhio agli epiteti e alle tipiche strutture dell'epica, e non infastidiscono in maniera drammatica, ma a lungo andare risultano ridondanti. 

 Man mano che procedevo nella lettura di questo testo, mi è venuta voglia di leggere tutta l'Odissea di Omero per intero, e tale desiderio continua a frullarmi nella testa, per cui ottimo lavoro, prof Mendelsohn! 

 "Il luogo che tanto desideravamo vedere (ma lo stesso vale per molte altre cose pregustate forse per troppo tempo) potrebbe non essere come ce lo aspettavamo." 

Nessun commento:

Posta un commento