Dopo Inter-Roma 1a3 i giornali titolavano scrivendo che Zeman ha dato una lezione di calcio a Strama. Posto il rispetto e la stima degli interisti (tra cui la sottoscritta) per il tecnico boemo, che nel post Benitez avrebbe detto no a Moratti perchè era moralmente impegnato con il Foggia, lezioni eclatanti dei romani non se ne sono viste, si sono visti piuttosto errori gravi, spesso individuali, della nostra difesa, un mezzo colabrodo che ha consegnato su un piatto d'argento i tre goal all'avversario, e l'unico goal di Cassano aveva restituito una boccata d'aria all'inter per il momentaneo pareggio, ma nel computo finale non è risultato utile. Peccato. Siamo solo alla 2^ giornata quindi, come ricorda Strama, se non abbiamo vinto lo scudetto dopo la vittoria contro il Pescara, allo stesso modo non siamo retrocessi dopo la sconfitta casalinga. Certo, dispiace. Ma le due settimane di pausa serviranno a rifiatare e migliorare la condizione psico-fisica dei nostri uomini.
E allora qual è la lezione? La lezione non è del boemo allenatore della Roma bensì del bresciano ct dell'Italia, bravo a parole ma ancor più efficace nei fatti, trasmettendo un importante messaggio: la nazionale italiana, la nuova Italia come ama definirla lui stesso, è aperta a tutti, a stranieri, mezzi italiani, oriundi, giovani, adulti...
Quale categoria manca? Ah, sì, loro, gli interisti...
Analizziamo i fatti. Pazzini gioca con continuità nell'Inter tutta la scorsa stagione, non segna da parecchi mesi ma gioca spessissimo. Non viene convocato per l'Europeo. Amen. Cassano nel Milan non ha continuità poichè reduce dal delicato intervento al cuore, salta mesi e mesi di campionato, si rimette in sesto, non è al top della condizione fisica e atletica ma la nazionale, il ct, lo staff lo aspettano, e gioca l'Europeo. Andrea Poli, classe '89, trascorre un anno in prestito all'Inter, dopo le prime settimane di recupero da un infortunio, gioca con efficienza, grinta, talento e discreta continuità un'annata disgraziata per i nostri risultati ma positivi per lui. Non convocato in nazionale neanche per sbaglio. Andrea Ranocchia, classe '88, disputa una stagione complicata per lui e per l'Inter, a livello psicologico e fisico e, ritenuto non idoneo, gli vengono preferiti altri giocatori. Amen.
Comincia la nuova stagione, Poli non è riscattato (con mio disappunto) e torna nella Samp; Cassano e Pazzini si scambiano le maglie, il neo interista ancora non regge 90min a partita ma si rende positivamente protagonista con assist e goal; il neo rossonero dopo un pallido esordio contro la Samp, firma la tripletta della vittoria (1. rigore regalato dopo un suo fallo, 2. papera portiere, 3. deviazione) contro il Bologna; AR23 disputa un ottimo pre-campionato e altrettanto convincenti partite di EL e di esordio in campionato, che in media con la sconfitta con la Roma rendono l'idea di un difensore in buone condizioni e sulla strada giusta per prendere in mano la leadership della difesa nerazzurra, con la pubblica benedizione dello Stramister.
Momento convocazioni: Pazzini e Poli in, out AR e Cassano. Per il difensore umbro doppia "bocciatura" perchè dopo la mancata chiamata è seguita la beffa di veder convocato Acerbi (milanista, strano eh?) e non lui in seguito all'infortunio di Astori (altro fenomeno...). E non c'è bisogno di domandare perchè o di ascoltare le pallide sciocche giustificazioni del ct che si arrampicava sugli specchi in conferenza parlando di continuità e rendimento per Pazzini, e impossibilità di aspettare giocatori rotti o non in forma al 100% per Cassano, quando lo stesso barese era aspettato svariati mesi in maglia rossonera, stesso dicasi per lo juventino Chiellini, convocato e schierato seppure infortunato. La verità è che a quanto pare il nerazzurro non si abbina all'azzurro, e noi interisti lo sappiamo già dal 2008 in poi; con l'ascesa di Prandelli avevamo fiducia nelle scelte di un mister che sembrava essere più avulso del predecessore dai giochi di potere dei veri padroni del calcio italiano, mapoveri illusi, evidentemente non è così. Per tornare alla nuova Italia, di nuovo, insomma, c'è solo il colore di Balotelli e Ogbonna.
L'unica nota lieta di tutta questa faccenda è che AR e Cassano potranno dedicare questi giorni al recupero delle energie e all'Inter, invece che ad una nazionale ipocrita, venduta, scommettitrice, nepotista, paracula e asservita al potere.
Resto fiduciosa nell'under 21...
Sempre e solo l'Inter nel <3 !!!! STRAMALA
sin sin sin *** Ornella*
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