domenica 14 novembre 2021

Leggendo. I sette killer dello Shinkansen


  Kōtarō Isaka, traduzione di Bruno Forzan.


"Quando diceva così, gli brillavano gli occhi come a un bambino, e a ricordarsene​ Mikan si sentì lacerare il petto in mille pezzi, e fu come se un vento gelido gli penetrasse dentro da lì. [...] Gli tornò alla mente la frase di quel romanzo, 'Soli, perimmo...' 
Per quanto tempo si passasse insieme, al momento della morte ognuno si ritrovava solo con se stesso."



​"In una situazione in cui diventa impossibile tradire, gli uomini tradiscono sempre."



Giappone, un treno ad alta velocità, una valigia piena di soldi e un manipolo di criminali più o meno sospetti in servizio che si ostacolano a vicenda per portare a termine i loro compiti. Chi riuscirà nell'impresa?
540 pagine che volano perché la prosa è scorrevole e cadenzata, la trama è avvincente e, nonostante qualche piccola pecca (ad esempio un vago rischio di ripetitività dovuto ai diversi punti di vista attraverso i quali leggiamo gli avvenimenti), il romanzo offre riflessioni su temi di etica e morale e alterna flashback che spezzano il ritmo e raccontano qualcosa dei personaggi. Quelli per me più approfonditi e interessanti sono stati Ōji e Nanao (in cui mi sono identificata per la costante sfiga che lo perseguita).
Il retro di copertina promette ironia e intreccio degni Tarantino e Agatha Christie, e il libro in effetti non mi ha deluso.

A ragion veduta, il thriller dell'estate 2021: l'estate in cui siamo tornati a viaggiare e a vivere una pseudo normalità non poteva che essere accompagnata da un libro ambientato su un treno in uno dei paesi più affascinanti di sempre e che ha ospitato pure le Olimpiadi, quindi meglio di così!

Consiglio di leggerlo, appunto, a bordo di un treno per immergersi ancora di più nell'atmosfera di questo libro.






Altre citazioni che mi hanno colpita:

"Quando si trova nella necessità di dover prendere decisioni terribili o che vanno contro la morale comune, l'essere umano tende a convergere sul parere del gruppo, per poi autoconvincersi di aver fatto la scelta giusta."

"A chiunque è necessario giustificare i propri fallimenti. Nessuno potrebbe tirare avanti se non pensasse di essere una persona forte e di valore, che ha fatto le giuste scelte. E quando le proprie parole e azioni sono ben distanti da quell'autoconvincimento​, si cominciano a cercare scuse per annullare quella discrepanza."

"Le cose che desiderano gli altri hanno un valore già di per sé, e quando tu le possiedi ti trovi in una posizione di superiorità. È il principio della leva."
"​Magari la sfortuna poteva essere contagiosa."


"La lettura era strettamente legata alla possibilità di trasformare in termini concreti i sentimenti delle persone o i concetti astratti, e gli consentiva di elaborare pensieri complessi e oggettivi."

sabato 13 novembre 2021

Nordic Books Challenge. Miraggio 1938; Eredità


 Kjell Westö, traduzione di Laura Cangemi. 

 "Sono gli eccessi a definire il nostro vero io, quelle cose grottesche che facciamo solo perché vogliamo e possiamo, senza pensare ai precetti morali." 


 Dalle stelle alle stalle è il riassunto delle mie letture tra settembre e ottobre nell'ambito della sfida di lettura NordicBooksChallenge

Cominciamo con le gioie: Miraggio 1938, pubblicato per la prima volta nel 2013, è un romanzo storico pseudo giallo ambientato a ridosso della seconda guerra mondiale tra Helsinki e la Svezia; è un libro completo, di intrattenimento, ben scritto e che tratta temi classici tra cui l'amicizia, la politica, la malattia mentale, la condizione femminile, e ovviamente la guerra e l'antisemitismo, mantenendosi scorrevole ma non superficiale, al contrario del libro letto a ottobre. 
 La mezza pagina finale smorza un po' la potenza della rivelazione dell'identità della vittima della vendetta di Matilda, la protagonista, ma ciò non indebolisce il romanzo, a mio avviso. I punti di vista alternati attraverso i quali la storia è narrata sono quelli di Matilda e dell'altro protagonista, il suo datore di lavoro Claes. 
 Ciò che più mi ha colpito è quanto la politica e le ideologie si insinuino nella quotidianità e fra i rapporti personali, al punto da deteriorare amicizie e relazioni famigliari. 
 "E il fine non giustifica i mezzi, anzi sono i mezzi che racchiudono in sé la verità su chi sei."

 * * * * * * 


 Vigdis Hjorth, traduzione di Margherita Podestà Heir. 
 Continuando a parlare di famiglie lacerate, Eredità è stato purtroppo una cocente delusione per me: l'ho trovato un romanzo insulso, non scritto malissimo ma senza alcun guizzo di stile o di prosa, ripetitivo e pieno di spiegoni. 
 Si tratta del racconto in prima persona della narratrice Bergljot, che squaderna le proprie supposizioni ed elucubrazioni circa gli eventi che coinvolgono la famiglia (con cui lei è in conflitto) e in base a come lei ritiene si siano svolti. 

 Per la prima metà del romanzo si allude ad un grande trauma segreto * ma non c'è pathos, non c'è alcun climax fino alla rivelazione, e non c'è approfondimento in seguito ad essa. Ho anche riscontrato rese in traduzione discutibili e non è la prima volta che mi capita leggendo libri tradotti dalla persona che si è occupata anche di Eredità. La narratrice è inaffidabile ma non si capisce se lo sia per intenzione dell'autrice o per inconsistenza della scrittura, e onestamente propendo per la seconda ipotesi. 
 L'unica cosa che ho trovato interessante in questo romanzo è l'argomento tabù dell'odio figlia-madre ma per il resto è un libro assolutamente dimenticabile, consigliato a chi è nel blocco del lettore perché almeno è scorrevole ma non vale minimamente il prezzo di copertina. Parlando con una conoscente svedese a proposito di questo libro, mi raccontava che lo aveva letto con un gruppo di lettura e non era piaciuto praticamente a nessuno, quindi mi sono sentita meno sola, e che il clamore suscitato era dovuto soprattutto alle vicende personali dell'autrice, che a quanto pare avrebbe infarcito il libro di elementi autobiografici che avrebbero scatenato le ire della famiglia, che avrebbe agito per vie legali. 


 * Il trauma in questione è un abuso incestuoso che la narratrice ha subìto per mano del padre quando era piccola, ma la faccenda non viene mai approfondita né sviscerata. 

lunedì 28 giugno 2021

Nordic Books Challenge. Un corpo nel lago

 Di Arnaldur Indriðason, traduzione di Silvia Cosimini. 

 Per la tappa di giugno della #NordicBooksChallenge era previsto un libro che fosse ambientato sul mare o sul lago, per cui non c'è bisogno di spiegare come mai la mia scelta sia caduta proprio su questo titolo del 2004. 

 Si tratta di un giallo ambientato in Islanda: una scienziata ritrova  in un lago un cadavere attaccato ad un vecchio macchinario sovietico utilizzato nell'àmbito dello spionaggio, e da lì si dipanano le indagini. A mio parere il giallo in sé non è nulla di eccezionale, in particolare mi hanno annoiata tutte le parti sulla vita privata degli investigatori, ma ciò che più mi è piaciuto -e forse potrebbe annoiare i più- è l'alternarsi dell'ambientazione fra l'Islanda degli anni 2000 e la Germania dell'Est in piena guerra fredda. 
 Gli elementi tipici del giallo (nordico) ci sono tutti: critica alla polizia, investigatore protagonista divorziato e con famiglia disfunzionale, problemi di droga. 

 Il filone sull'investigazione, o comunque la storia poliziesca vera e propria, non è eccelso e ad un certo punto del romanzo si può intuire dove si andrà a parare, però tutto ciò viene compensato dall'ambientazione per chi l'apprezza e dall'estrema scorrevolezza, per cui in generale sono soddisfatta da questa lettura, e ribadisco che le parti più interessanti del libro sono state, per me, quelle ambientate a Lipsia relative alla guerra fredda, allo spionaggio e al racconto non edulcorato del regime comunista sovietico, un sistema che attuava un controllo ossessivo e paranoico della popolazione e che cercava di fare proseliti all'estero magari attirando i giovani con borse di studio, per poi far loro il lavaggio del cervello. 

 Ma cosa c'entra il comunismo con l'Islanda? Si praticava lo spionaggio anche lì? A chi appartiene il corpo nel lago? 

 Questo libro fa al caso vostro se vi piacciono i romanzi di LeCarré e di Orwell (ovviamente non siamo ai livelli di nessuno dei due). Non è stato il libro della vita ma sicuramente una lettura apprezzabile. 
 La prossima tappa della sfida di lettura prevede un' opera ambientata nella mèta che ci piacerebbe visitare, e ancora una volta la mia scelta ricadrà su un giallo ambientato in Islanda, appartenente alla stessa serie di questo che ho letto a giugno, spero mi piacerà! 

domenica 6 giugno 2021

Nordic Books Challenge. Made in Sweden. Le parole che hanno fatto la Svezia


 Elisabeth Åsbrink, traduzione di Alessandro Borini. 

"-Gli svedesi si sposano per amore o per soldi? 

 -Per amore. Poi però ho dovuto spiegare il perché, e così ho snocciolato concetti come suffragio universale, parità nel diritto ereditario, servizi pubblici per l'infanzia, parità di retribuzione. In questo stava il fondamento della mia vita, e di colpo ho preso coscienza della mia svedesità. Prima di allora ero stata consapevole solo della mia estraneità." 

 Ho aspettato appositamente il giorno della Festa nazionale svedese per pubblicare questo post. 

 Elisabeth Åsbrink, svedese di origini anglo-ungheresi, in questo libro ha esplorato, attraverso una serie di parole da lei selezionate, i tratti culturali che caratterizzano la svedesità, spiegandone l'origine storica o politica, e indagandone i risvolti sociali. 

 Perché ci si toglie le scarpe in casa? 

 L'hockey è davvero l'emblema del vichingo massiccio? 

 A cosa si deve il successo del nordic noir

 Che ruolo ha avuto Astrid Lindgren nella pedagogia, nella società e nella letteratura svedesi? 

 Davvero in Svezia i bambini non si tirano su a mazzate? 

 In Svezia popolo e regnanti erano a conoscenza dei crimini che stavano avendo luogo nella Germania nazista? 

 Qual è il segreto del welfare? È davvero indistruttibile o i cambiamenti sociali in corso anche in Svezia ne segneranno inevitabilmente la fine? 

 Il #MeToo ha fatto solo cose buone? 

 Zlatan è lo svedese per eccellenza o è l'anti-svedese? 

 Lo sapevate che esiste la versione svedese de Il ragazzo della via Gluck? (io sì, lo sapevo già, almeno questo!) 

 https://www.youtube.com/watch?v=70k2lHsBMKo 

 Questo libro è piuttosto esaustivo e, laddove non fornisce risposte, lascia comunque spazio alle riflessioni. Un limite, secondo me, è che bisogna conoscere la società e la cultura svedesi per capire tutti i riferimenti dell'autrice, quindi non lo consiglio a chi è completamente a digiuno, ma lo raccomando invece a chi vive in Svezia, è una lettura imprescindibile per noi "neosvedesi". 

 Mi è piaciuto il modo equilibrato ed equidistante con cui l'autrice ha presentato e analizzato i fatti senza giudicare, permettendo al lettore di sviluppare un'idea propria. 

 Di questa autrice consiglio la lettura di 1947, libro più che mai attuale che illustra gli avvenimenti storici di quell'anno particolare, tra cui l'origine del conflitto israelo-palestinese. 

 "Le parole plasmano il pensiero e il pensiero plasma i valori." 

martedì 4 maggio 2021

Nordic Books Challenge. Assassino senza volto

 Henning Mankell, traduzione di Giorgio Puleo. 

 Sono abbastanza soddisfatta di questa lettura; la risoluzione del caso mi ha sorpresa perché i miei sospetti ricadevano su qualcun altro, e questo per me è un elemento positivo. A me personalmente piacciono i gialli e i thriller per le indagini quindi trovo un po' noiosette le digressioni nella vita privata dell'investigatore di turno, ma anche in questo caso capisco possa essere funzionale a caratterizzare i personaggi e a far affezionare i lettori, a maggior ragione che si tratta del primo volume di una serie. 

 Ho riscontrato piccoli dettagli nel corso della storia che poi non portano da nessuna parte (ad esempio la presenza di un quadro del padre di Wallander in casa di una persona sospettata: c'è un collegamento con l'indagine? È un modo per farci capire che le creazioni del padre sono effettivamente comprate e apprezzate, a dispetto del fatto che il protagonista pensi che l'anziano sia senile? Chi lo sa. Poi ancora l'ossessione del protagonista per la giumenta e le elucubrazioni sull'amico alleantore di cavalli) e mi domandavo il perché di ciò. 

 La cosa che più mi ha colpita, soprattutto in quanto residente in Svezia, è l'attualità di un libro scritto trent'anni fa: le supposizioni dell'autore/narratore si sono puntualmente avverate per quel che riguarda la questione migratoria, le reazioni della popolazione, la (mala)gestione da parte della politica, l'intromissione inopportuna della stampa alla ricerca dello scoop senza curarsi delle conseguenze. A proposito della questione migranti, ho trovato il secondo omicidio funzionale all'intenzione didascalico-pedagogica dell'autore e questa scelta non mi ha fatto impazzire, ma sono gusti. 

 È un buon poliziesco che mantiene alcuni cliché tipici del genere (commissario che non dorme mai e praticamente vive in ufficio, abbandonato dalla moglie, troppo dedito all'alcool), è scorrevole, coivolgente e si lascia leggere con facilità, non il libro della vita per quel che mi riguarda ma sicuramente non una brutta lettura. 

 Nutro grandi aspettative, invece, per la lettura di maggio, il cui tema è "donna tra le righe", per il quale leggerò l'ultimo saggio di Elisabeth Åsbrink. 

lunedì 5 aprile 2021

Nordic Books Challenge. La saga di Vigdis

 Sigrid Undset, traduzione di Margherita Podestà Heir. 

 Per la tappa di marzo della #NordicBooksChallenge ho letto un libro dell'autrice norvegese Sigrid Undset, vincitrice del Premio Nobel in letteratura; in questo volume si narrano le gesta della giovane Vigdis, personaggio della letteratura scandinava medievale. 

 L'orgogliosa e caparbia Vigdis, dopo la violenza subita per mano di un marinaio islandese di cui era infatuata, cercherà vendetta. 

 Purtroppo questo romanzo storico mi ha lasciata un po' -ehm- freddina: la trama scorre ed è incalzante ma la scrittura è asettica e asciutta, senza alcun guizzo. 
 È un libro adatto a chi preferisce libri brevi, legge per le trame, cerca personaggi femminili forti e nutre curiosità per l'ambientazione del medioevo scandinavo, però a me non ha soddisfatto particolarmente. Non parliamo poi del rapporto qualità-prezzo del volume, letteralmente 1 euro e 10 a pagina, decisamente troppo per un romanzo ripubblicato (ma non ritradotto). 
 Onestamente ero tentata di lasciar correre e saltare la pubblicazione di questo post ma ho deciso di onorare ogni tappa della Challenge e quindi due parole le ho fatte uscire ma senza particolare soddisfazione. Spero che aprile andrà meglio. 



sabato 27 febbraio 2021

Nordic Books Challenge. Perché ci ostiniamo


 "Sono innumerevoli le storie di persone che si riempiono la casa o l'appartamento di un oggetto dopo l'altro, finché quasi non c'è più posto per loro. A quel punto la loro dolce metà se l'è in genere già filata da un pezzo. I collezionisti compulsivi di libri appartengono a questa categoria." 

 Fredrik Sjöberg, traduzione di Andrea Berardini e Fulvio Ferrari. 

Oggi inauguro la serie di post dedicati alle letture per la NordicBooksChallenge, la sfida di lettura a tema scandinavo che ho ideato con Emily, e spero di essere costante nella pubblicazione delle mie impressioni di lettura. Per la  tappa di febbraio c'era da rompere il ghiaccio e leggere semplicemente un libro/fumetto presente nella propria libreria che fosse ambientato in Scandinavia o scritto da un autore da lì proveniente, quindi io ho colto la palla al balzo per leggere questo libro che avevo acquistato mesi fa approfittando di un'offerta promozionale (con due libri Iperborea si riceveva in omaggio un taccuino, la sfiga ha voluto che al momento del mio acquisto fossero esauriti i taccuini. Che bello). 

 Il libro è scorrevole e ben scritto (sebbene abbia trovato qualche refuso/disattenzione di traduzione) ma purtroppo non mi ha catturata né interessata. 

 Si tratta di una raccolta di brevi saggetti personali in cui l'autore parte da aneddoti pubblici o personali per poi raccontare di artisti o personaggi storici e delle loro scoperte, invenzioni e creazioni artistiche, il tutto intrecciato ad episodi della sua vita, immerso nella Natura. Mi è piaciuto il modo in cui Sjöberg incornicia gli avvenimenti che racconta nei luoghi in cui sono ambientati o in cui lui si trovava mentre pensava ad essi o li scriveva. L'ultimo capitolo è dedicato al padre, scomparso, dell'autore, fa leva sull'emotività in maniera molto delicata, senza puntare al patetismo, e ne costruisce un bel ricordo. 

 Il filo conduttore che scorre lungo l'intera opera rendendola omogenea è il collezionismo, grande passione di Sjöberg e soggetto infatti di molte delle sue pubblicazioni. Peccato che a me tutto ciò non interessi minimamente, e mi domando inoltre come un libro così zeppo di riferimenti alla cultura svedese possa essere apprezzato e compreso al di fuori della Svezia. 

 Sempre per gusto personale non ho apprezzato la frammentarietà del libro (ma questo è il motivo per cui non amo nemmeno le raccolte di racconti); insomma, ho letto libri di gran lunga peggiori di questo, per carità, ma sicuramente non è un volume indimenticabile e non lo raccomando come primo incontro con l'autore o con la letteratura scandinava, magari potrebbe piacere a chi ha già un interesse per la natura, il collezionismo o la geografia svedese, ma onestamente c'è di meglio in giro. 

 "... Lars Jonsson raffigura quella solitudine da cui si fa ritorno stando meglio di prima. Un passo di lato, nella nostra epoca concitata. Una pausa per riprendere fiato. Sì, la bellezza." 


 

martedì 23 febbraio 2021

Leggendo. Un'Odissea

 Un'Odissea. Un padre, un figlio e un'epopea 

 Daniel Mendelsohn, traduzione di Norman Gobetti. 


"Il fatto che i due campi avversi facciano uso dei medesimi esempi per dimostrare tesi diametralmente opposte ci insegna qualcosa riguardo al modo in cui tutti noi leggiamo e interpretiamo i testi letterari: là dove alcuni vedono caos e incoerenza, altri trovano senso, completezza e simmetria." 

 Questo è il libro che più ho apprezzato, insieme al Conte di Montecristo, negli ultimi mesi; inizialmente mi aspettavo un'opera simile a Leggere Lolita a Teheran (di Azar Nafisi) ma poi leggendo recensioni e pareri delusi ho ridimensionato le mie aspettative, nonostante ciò il libro mi è piaciuto molto. 

 L'autore usa il pretesto dell'Odissea per scrivere un libro su suo padre, e intreccia le proprie vicende personali agli episodi omerici, il tutto cadenzato dai seminari che tiene con i suoi studenti universitari. 

 Credo che il principale motivo di delusione derivato da questo libro sia un equivoco relativo al genere stesso dell'opera e alle aspettative nutrite nei confronti delle lezioni di letteratura tenute dall'autore (che è, appunto, un professore in un college statunitense): le riflessioni e le analisi che emergono nei seminari non sono particolarmente illuminanti, perché probabilmente un qualsiasi studente italiano impara in prima media quello che gli studenti di Mendelsohn scoprono all'università, ma questo è un gap culturale fra Italia e America che inevitabilmente finisce per riverberarsi tra le pagine di questo libro. 

 I temi affrontati sono quelli canonici dell'Odissea, ovvero la nostalgia, il ritorno a casa, il viaggio, il rapporto padre-figlio ovviamente, e il rapporto di conoscenza profonda e di fiducia tra partner, la paura del fallimento, il mestiere dell'insegnamento, l'importanza del mettersi in discussione. 

 L'aspetto più riuscito di questo libro è sicuramente il ritratto che l'autore dipinge del proprio padre, infatti mi sento di consigliare questo testo come regalo per un genitore: la storia narrata coivolge emotivamente ma non punta alla commozione o al patetismo, bensì alla riflessione sul ruolo genitoriale. A me è piaciuto tanto. 

 La prosa è scorrevole e colta senza essere pesante, la componente metalinguistica è gradevole, ma non ho apprezzato particolarmente le ripetizioni che l'autore scrive ogni mezza pagina, credo siano un espediente che strizza l'occhio agli epiteti e alle tipiche strutture dell'epica, e non infastidiscono in maniera drammatica, ma a lungo andare risultano ridondanti. 

 Man mano che procedevo nella lettura di questo testo, mi è venuta voglia di leggere tutta l'Odissea di Omero per intero, e tale desiderio continua a frullarmi nella testa, per cui ottimo lavoro, prof Mendelsohn! 

 "Il luogo che tanto desideravamo vedere (ma lo stesso vale per molte altre cose pregustate forse per troppo tempo) potrebbe non essere come ce lo aspettavamo." 

lunedì 22 febbraio 2021

Leggendo. La ricetta del dottor Wasser & Il dio del massacro

 La ricetta del dottor Wasser 

 Lars Gustafsson, traduzione di Carmen Giorgetti Cima. 


 ''Molti veterani erano disposti a completare i buchi dei suoi "non ricordo" [...] Alla gente piace completare. In realtà non è poi così strano. Vivere è un'attività che crea significato. Vivere è interpretare.'' 

 Questo libro mi ha delusa: personaggi, avvenimenti e tematiche non sono ben raccontati e men che meno approfonditi, ma tutto è solo accennato. Si tratta di un volume breve (e secondo me la spesa non vale l'impresa) e scorrevole, ma non sempre queste caratteristiche sono sufficienti a rendere un romanzo buono, e sicuramente non lo sono in questo caso. La trama era molto accattivante (un giovane meccanico assume l'identità di un medico tedesco deceduto) ma l'opera vera e propria non è all'altezza delle aspettative, le tematiche da trattare c'erano, una su tutte l'identità (citofonare Pirandello), ma tutto è appena accennato e sfiorato. La narrazione è piuttosto frammentaria, aneddotica, e questa è un'ennesima caratteristica che non rientra fra i miei gusti; la lettura non è difficoltosa ma a fine libro ho provato un senso di incompiutezza e di mancanza di significato. Un vero peccato. 

 "E la notte solitaria trascorre, avanzando flemmatica come meglio può. La notte con i suoi strani paesaggi: lunghe valli in lieve pendenza, dove si ritorna sempre [...] a quelle città dove si cerca di arrivare in centro e si intuisce di esserci vicini, ma non si riesce mai a trovare il viale giusto." 


 Il dio del massacro 

 Yasmina Reza, traduzione di Laura Frausin Guarino ed Ena Marchi. 


 "È una legge della vita. [...] Poi un po' alla volta si impara a sostituire il diritto alla violenza. Le ricordo che all'origine il diritto è la forza.  
[...] Io credo nel dio del massacro. È il solo dio che governa, in modo assoluto, fin dalla notte dei tempi." 

 Ho comprato questo libretto approfittando degli sconti Adelphi, ci tenevo a leggere questa commedia teatrale dopo essere stata folgorata dal film, che ho guardato ben due volte nel giro di una settimana. Il libro è divertente e dissacrante e il film gli è estremamente fedele (eccezion fatta per nomi dei personaggi e ambientazione spostata dalla Francia agli Stati Uniti), tanto è vero che mentre leggevo continuavo a vedere davanti agli occhi le scene del film, ma sono comunue felice e soddisfatta di aver letto l'opera originale. Il testo è breve, scorrevole e regala un intrattenimento intelligente, cinico e sagace. 

martedì 2 febbraio 2021

Nordic Books Challenge

 


 L'anno scorso, ispirate dall'imminente viaggio che avremmo fatto in Lapponia, io ed Emily  (link al suo blog: https://www.emilysroom.cloud/) abbiamo inaugurato una sfida di lettura a tema scandinavo che ci ha accompagnate per tutto l'anno; purtroppo per il 2021 non abbiamo in programma altre gite al Circolo Polare Artico ma ci faceva ugualmente piacere portare avanti la nostra tradizione letteraria e creare una sfida iniziata proprio a febbraio, la NordicBooksChallenge

 Per dodici mesi leggeremo un libro o fumetto che sia riconducibile al tema, appunto mensile, da noi indicato e che sia scritto da una penna scandinava e/o ambientato in Scandinavia*, ciascuno legge il volume che preferisce, non abbiamo letture fisse o imposte. A fine mese, poi, ci scambieremo pareri e consigli. 

 L'anno scorso, pur avendo inventato la LaplandReadingChallenge, sono stata un po' pigra e non mi sono impegnata a sufficenza per trovare la componente scandinava, quindi la sfida di quest'anno, per me, sarà la costanza nella ricerca dei libri, spero di farcela! 

 Alcuni temi sono perfettamente intelligibili, altri invece più sibillini per amor di sintesi o di poeticità 😆, eccoli: 

 Febbraio: per rompere il ghiaccio la scelta è libera, qualsiasi volume andrà bene purché scandinavo per ambientazione o autore/autrice. Io sono indecisa fra due libri svedesi che ho in libreria e ancora non ho letto. 

 Marzo: una fiaba, un mito o una leggenda nordica, o scritta da autori nordici. 

 Aprile: Hygge è una parola danese che ha conosciuto grande popolarità negli ultimi anni anche in Italia -se siete appassionati di arredamento sicuramente l'avrete letta più volte- e indica l'atmosfera di calore domestico, relax e quindi la scelta mensile sarà una lettura nella zona di comfort e del nostro genere preferito. Mys è il corrispettivo svedese. 

 Maggio: donne fra le righe perché il mese sarà incentrato su personaggi o penne femminili

 Giugno: comincia l'estate e al Nord, se non si ha facile accesso al mare, tipicamente si va in villeggiatura al lago, quindi mare o lago saranno le ambientazioni della lettura mensile. E questa sarà forse la tappa più complicata. 

 Luglio: estate piena e chi può parte per le vacanze, quindi anche a luglio al centro del tema c'è l'ambientazione, nella nostra mèta da sogno per un viaggio. Molto probabilmente la mia scelta cadrà sull'Islanda, che avrei voluto visitare nelel vacanze di Pasqua 2020, ma sappiamo tutti come è andata. 

 Agosto: a neanche metà mese in Scandinavia riaprono le scuole, ma ci sembrava piacevole prolungare la sensazione d'estate e concederci un ultimo brivido scegliendo una categoria che in terra scandinava è prolifica di autori e volumi: il giallo/thriller, e qui ci sarà davvero l'imbarazzo della scelta. 

 Settembre: un tuffo nel passato per immergerci fra le pagine di un romanzo storico, anche questo è un tema interessante e non scontato né facilissimo da declinare in chiave nordica, sarà una bella fonte di ispirazione scambiarsi pareri con gli altri partecipanti. 

 Ottobre: viaggio nella mente perché la scelta riguarderà un'opera che affronti l'argomento delle malattie mentali e della condizione psicologica umana. 

 Novembre: ci avviciniamo al Natale e alla fine dell'anno, cominciano ad arrivare i primi regali, quindi nuovi arrivi o vecchie conoscenze perché probabilmente avremo ancora libri "in giacenza" sugli scaffali e magari sarà arrivato il momento di leggerli. 

 Dicembre: a fine anno si cominciano a stilare i buoni propositi per il successivo, spesso si è più liberi da studio, lavoro e altre incombenze, ci si dedica a se stessi e quindi il tema del mese riguarda l'io e l'individuo, declinato magari in una prima persona come voce narrante. 

 Gennaio: infine l'ultima tappa tratterà ingiustizia, discriminazione, questioni sociali, e una grossa fetta di opere su questo argomento sono riconducibili alla Giornata della Memoria. 

 Questo è quanto! Io prometto solennemente di impegnarmi con costanza nella ricerca e nella lettura di libri adatti e soprattutto nell'aggiornamento di questo mio spazio virtuale. 

 Buona lettura! 📚 


 * Paese che vai, definizione di Scandinavia che trovi: secondo Wikipedia, in Italia a volte si intende solo la penisola scandinava, altre volte invece sono incluse pure Finlandia e Islanda; nei paesi di lingua  tedesca, così come in Svezia, invece si intende Norvegia, Svezia e Danimarca; nei paesi di lingua inglese tutte le nazioni citate e la Groenlandia e le isole Fær Øer ; insomma, abbiamo deicso di essere il più flessibili possibile e ammettere qualsiasi paese sia incluso delle varie definizioni di Scandinavia in giro per il mondo.