Due parole sul concerto del mio amatissimo Robbie Williams.
venerdì 3 marzo 2023
Concerto di Robbie Williams, Stoccolma, 01 marzo 2023
sabato 11 giugno 2022
Leggendo. Lingua italiana e questioni di genere.
"C'è, in modo inconsapevole ma tenace, la percezione che la condizione femminile sia inferiore intrinsecamente: mentre la condizione maschile è il modello a cui aspirare e conformarsi."
"Il segno distintivo del femminile (l'articolo) non va bene; il segno distintivo del maschile (l'assenza dell'articolo) invece va bene. Perché mai? [...] Ne ricavo l'impressione che una donna, se vuole apparire "seria", debba vestirsi con abiti (linguistici) maschili. E trovo paradossale, quindi che l'opposizione all'articolo provenga spesso da chi invece dice d'impegnarsi perché le donne siano più giustamente rappresentate e visibili, nella lingua come nella società. [...] Se la società percepisce qualcosa di peggiore nella femminilità se si vuole una parità giusta bisogna lottare per cambiare la società e il suo modo di vedere; non assecondarla eliminando i segni della femminilità."
Ho letto questo libro dietro consiglio di una YouTuber linguista, Yasmina Pani, che seguo con piacere perché parla di tematiche attuali senza promuovere idologie particolari. Il libro non mi ha illuminato né sconvolto l'esistenza perché in virtù dei miei studi e di altre letture sapevo praticamente tutto quello che è contenuto nel libro, così come le riflessioni scaturite durante la lettura le avevo già fatte per conto mio, quindi non mi ha lasciato né insegnato granché, ma lo consiglio a chi vuole saperne di più dell'argomento trattato, a chi è alle prime armi e a chi è all'inizio di un percorso di studi a tema linguistico.
La prosa è scorrevole e l'intento del volumetto è estremamente divulgativo quindi chiunque può leggerlo, non serve una laurea in linguistica per capire e seguirne il contenuto. Come promette il titolo, l'autore affronta la questione del genere maschile/femminile nella lingua italiana, incluse le relative problematiche come il femminile delle professioni tradizionalmente maschili, l'articolo davanti ai cognomi di donne e il famigerato maschile inclusivo/sovraesteso, partendo dalle regole in vigore e facendo riferimento a fonti autorevoli per poi esporre le proprie riflessioni.
A differenza di altri libri simili che ho letto, questo ha un grande pregio: l'autore espone regole e funzionamenti della lingua (in particolare ribadisce una grande verità, ovvero che i generi grammaticali maschile e femminile sono un'astrazione e non corrispondono alla sessualità del soggetto) e successivamente esplicita il suo parere personale in merito ai cambiamenti proposti per renderla più inclusiva, ovvero le alternative al maschile plurale inclusivo, quindi asterischi, -u, schwa e persino una -a suggerita dallo stesso autore.
Al contrario di altri libri più famosi e pubblicizzati che si occupano di questo tema, Mainardi non piega né manipola i fatti e le regole ad un'ipotetica ideologia che lui stesso vorrebbe portare avanti, ma si limita a fare le sue considerazioni alla luce di tali regole.
"Anche se veramente riteniamo che il maschile inclusivo sia un'ingiustizia da correggere, non dobbiamo però diventare tendenziosi. Né dobbiamo dimenticare la natura essenzialmente astratta e convenzionale del genere grammaticale, per cui nessun uomo, simmetricamente, si è mai lamentato né ha mai sentito sminuito il proprio carattere maschile dall'uso della comunissima parola persona, di genere femminile."
martedì 22 febbraio 2022
Nordic Books Challenge. La politica dell'impossibile; Inne i spegelsalen
"Essere il politico dell'impossibile in un mondo dove sono troppi i politici del possibile è un ruolo che mi può soddisfare come essere sociale, come individuo e come autore del Serpente."
Ho concluso la Nordic Books Challenge in bellezza, con una raccolta di scritti di Stig Dagerman (traduzione di Fulvio Ferrari per Iperborea) e l'ultima pubblicazione di Liv Strömquist.
Non fate come me, non leggete articoli e stralci autobiografici di uno scrittore di cui siete praticamente a digiuno. Ma nonostante le mie lacune la lettura non ne ha risentito molto, e mi sono goduta un assaggio di scrittura che probabilmente approfondirò, che qui presenta riflessioni sulla scrittura stessa e sulla figura dello scrittore, sulla politica, sul doloroso rinnovamento urbano del centro di Stoccolma, sulla guerra e sul dopoguerra. Sicuramente uno dei pezzi più belli è costituito dalla risposta ad una lettera che Dagerman ha ricevuto da una studentessa sul futuro.
"La vita Le chiederà prestazioni che troverà ripugnanti. Allora dovrà essere consapevole che la cosa più importante non è la prestazione, ma il Suo svilupparsi in una retta e bella persona. Molti Le diranno che questo consiglio è asociale, ma Lei potrà rispondere: quando le forme della società si fanno dure e negano la vita, è meglio essere asociali che disumani."
Liv Strömquist, invece, per me è ormai una piacevole conferma. Come dico sempre, lei non scrive fumetti ma saggi illustrati e partendo da celebrità e/o avvenimenti di costume e attualità analizza i fenomeni sociali dell'epoca nostra e di quelle passate, con particolare attenzione alla condizione della donna.
In quest'ultima opera, che immagino si chiamerà Nella sala degli specchi in italiano, interamente a colori, si ragiona sull'evoluzione diacronica della concezione della sensualità e dell'appetibilità femminili, e della loro importanza nella scalata sociale: secoli fa la bellezza della donna non era importante per la sua sopravvivenza, poi è diventata gradualmente fondamentale per trovare marito, per piacere agli altri, per piacersi, per poter affermare se stesse senza l'obiettivo di piacere a qualcuno o di accalappiare un uomo che provvedesse al suo sostentamento.
Si spazia dalle vicende di Kylie Jenner alla principessa Sissi -passando per Marilyn Monroe e parafrasando studiosi e intellettuali tra cui Eva Illouz- per affrontare la questione dell'estetica e dell'aspetto fisico femminile. Quest'ultimo ha, appunto, acquisito sempre più peso con il progresso, il capitalismo e lo sviluppo della società del consumo, e in particolare con la diffusione dei social media che ormai hanno reso tutti celebrità, tutti pronti a mettere in scena la propria vita, al punto da mercificarne anche l'autenticità. E la donna più dell'uomo è sottoposta a ciò.
Come sempre le opere di Liv Strömquist non sono didascaliche ma, quando non riescono ad essere rivelatrici e illuminanti, spingono comunque alla riflessione e alla presa di coscienza. In Italia è pubblicata da Fandango e tradotta da Samanta Milton Knowles.
domenica 14 novembre 2021
Leggendo. I sette killer dello Shinkansen
Kōtarō Isaka, traduzione di Bruno Forzan.
"Quando diceva così, gli brillavano gli occhi come a un bambino, e a ricordarsene Mikan si sentì lacerare il petto in mille pezzi, e fu come se un vento gelido gli penetrasse dentro da lì. [...] Gli tornò alla mente la frase di quel romanzo, 'Soli, perimmo...'
Per quanto tempo si passasse insieme, al momento della morte ognuno si ritrovava solo con se stesso."
540 pagine che volano perché la prosa è scorrevole e cadenzata, la trama è avvincente e, nonostante qualche piccola pecca (ad esempio un vago rischio di ripetitività dovuto ai diversi punti di vista attraverso i quali leggiamo gli avvenimenti), il romanzo offre riflessioni su temi di etica e morale e alterna flashback che spezzano il ritmo e raccontano qualcosa dei personaggi. Quelli per me più approfonditi e interessanti sono stati Ōji e Nanao (in cui mi sono identificata per la costante sfiga che lo perseguita).
Il retro di copertina promette ironia e intreccio degni Tarantino e Agatha Christie, e il libro in effetti non mi ha deluso.
A ragion veduta, il thriller dell'estate 2021: l'estate in cui siamo tornati a viaggiare e a vivere una pseudo normalità non poteva che essere accompagnata da un libro ambientato su un treno in uno dei paesi più affascinanti di sempre e che ha ospitato pure le Olimpiadi, quindi meglio di così!
Consiglio di leggerlo, appunto, a bordo di un treno per immergersi ancora di più nell'atmosfera di questo libro.
sabato 13 novembre 2021
Nordic Books Challenge. Miraggio 1938; Eredità
Kjell Westö, traduzione di Laura Cangemi.
"Sono gli eccessi a definire il nostro vero io, quelle cose grottesche che facciamo solo perché vogliamo e possiamo, senza pensare ai precetti morali."
Dalle stelle alle stalle è il riassunto delle mie letture tra settembre e ottobre nell'ambito della sfida di lettura NordicBooksChallenge.
Cominciamo con le gioie: Miraggio 1938, pubblicato per la prima volta nel 2013, è un romanzo storico pseudo giallo ambientato a ridosso della seconda guerra mondiale tra Helsinki e la Svezia; è un libro completo, di intrattenimento, ben scritto e che tratta temi classici tra cui l'amicizia, la politica, la malattia mentale, la condizione femminile, e ovviamente la guerra e l'antisemitismo, mantenendosi scorrevole ma non superficiale, al contrario del libro letto a ottobre.
Ciò che più mi ha colpito è quanto la politica e le ideologie si insinuino nella quotidianità e fra i rapporti personali, al punto da deteriorare amicizie e relazioni famigliari.
"E il fine non giustifica i mezzi, anzi sono i mezzi che racchiudono in sé la verità su chi sei."
Si tratta del racconto in prima persona della narratrice Bergljot, che squaderna le proprie supposizioni ed elucubrazioni circa gli eventi che coinvolgono la famiglia (con cui lei è in conflitto) e in base a come lei ritiene si siano svolti.
Per la prima metà del romanzo si allude ad un grande trauma segreto * ma non c'è pathos, non c'è alcun climax fino alla rivelazione, e non c'è approfondimento in seguito ad essa. Ho anche riscontrato rese in traduzione discutibili e non è la prima volta che mi capita leggendo libri tradotti dalla persona che si è occupata anche di Eredità. La narratrice è inaffidabile ma non si capisce se lo sia per intenzione dell'autrice o per inconsistenza della scrittura, e onestamente propendo per la seconda ipotesi.
lunedì 28 giugno 2021
Nordic Books Challenge. Un corpo nel lago
Di Arnaldur Indriðason, traduzione di Silvia Cosimini.
Per la tappa di giugno della #NordicBooksChallenge era previsto un libro che fosse ambientato sul mare o sul lago, per cui non c'è bisogno di spiegare come mai la mia scelta sia caduta proprio su questo titolo del 2004.
domenica 6 giugno 2021
Nordic Books Challenge. Made in Sweden. Le parole che hanno fatto la Svezia
Elisabeth Åsbrink, traduzione di Alessandro Borini.
"-Gli svedesi si sposano per amore o per soldi?
-Per amore. Poi però ho dovuto spiegare il perché, e così ho snocciolato concetti come suffragio universale, parità nel diritto ereditario, servizi pubblici per l'infanzia, parità di retribuzione. In questo stava il fondamento della mia vita, e di colpo ho preso coscienza della mia svedesità. Prima di allora ero stata consapevole solo della mia estraneità."
Ho aspettato appositamente il giorno della Festa nazionale svedese per pubblicare questo post.
Elisabeth Åsbrink, svedese di origini anglo-ungheresi, in questo libro ha esplorato, attraverso una serie di parole da lei selezionate, i tratti culturali che caratterizzano la svedesità, spiegandone l'origine storica o politica, e indagandone i risvolti sociali.
Perché ci si toglie le scarpe in casa?
L'hockey è davvero l'emblema del vichingo massiccio?
A cosa si deve il successo del nordic noir?
Che ruolo ha avuto Astrid Lindgren nella pedagogia, nella società e nella letteratura svedesi?
Davvero in Svezia i bambini non si tirano su a mazzate?
In Svezia popolo e regnanti erano a conoscenza dei crimini che stavano avendo luogo nella Germania nazista?
Qual è il segreto del welfare? È davvero indistruttibile o i cambiamenti sociali in corso anche in Svezia ne segneranno inevitabilmente la fine?
Il #MeToo ha fatto solo cose buone?
Zlatan è lo svedese per eccellenza o è l'anti-svedese?
Lo sapevate che esiste la versione svedese de Il ragazzo della via Gluck? (io sì, lo sapevo già, almeno questo!)
https://www.youtube.com/watch?v=70k2lHsBMKo
Questo libro è piuttosto esaustivo e, laddove non fornisce risposte, lascia comunque spazio alle riflessioni. Un limite, secondo me, è che bisogna conoscere la società e la cultura svedesi per capire tutti i riferimenti dell'autrice, quindi non lo consiglio a chi è completamente a digiuno, ma lo raccomando invece a chi vive in Svezia, è una lettura imprescindibile per noi "neosvedesi".
Mi è piaciuto il modo equilibrato ed equidistante con cui l'autrice ha presentato e analizzato i fatti senza giudicare, permettendo al lettore di sviluppare un'idea propria.
Di questa autrice consiglio la lettura di 1947, libro più che mai attuale che illustra gli avvenimenti storici di quell'anno particolare, tra cui l'origine del conflitto israelo-palestinese.
"Le parole plasmano il pensiero e il pensiero plasma i valori."
martedì 4 maggio 2021
Nordic Books Challenge. Assassino senza volto
Henning Mankell, traduzione di Giorgio Puleo.
Sono abbastanza soddisfatta di questa lettura; la risoluzione del caso mi ha sorpresa perché i miei sospetti ricadevano su qualcun altro, e questo per me è un elemento positivo. A me personalmente piacciono i gialli e i thriller per le indagini quindi trovo un po' noiosette le digressioni nella vita privata dell'investigatore di turno, ma anche in questo caso capisco possa essere funzionale a caratterizzare i personaggi e a far affezionare i lettori, a maggior ragione che si tratta del primo volume di una serie.
Ho riscontrato piccoli dettagli nel corso della storia che poi non portano da nessuna parte (ad esempio la presenza di un quadro del padre di Wallander in casa di una persona sospettata: c'è un collegamento con l'indagine? È un modo per farci capire che le creazioni del padre sono effettivamente comprate e apprezzate, a dispetto del fatto che il protagonista pensi che l'anziano sia senile? Chi lo sa. Poi ancora l'ossessione del protagonista per la giumenta e le elucubrazioni sull'amico alleantore di cavalli) e mi domandavo il perché di ciò.La cosa che più mi ha colpita, soprattutto in quanto residente in Svezia, è l'attualità di un libro scritto trent'anni fa: le supposizioni dell'autore/narratore si sono puntualmente avverate per quel che riguarda la questione migratoria, le reazioni della popolazione, la (mala)gestione da parte della politica, l'intromissione inopportuna della stampa alla ricerca dello scoop senza curarsi delle conseguenze. A proposito della questione migranti, ho trovato il secondo omicidio funzionale all'intenzione didascalico-pedagogica dell'autore e questa scelta non mi ha fatto impazzire, ma sono gusti.
È un buon poliziesco che mantiene alcuni cliché tipici del genere (commissario che non dorme mai e praticamente vive in ufficio, abbandonato dalla moglie, troppo dedito all'alcool), è scorrevole, coivolgente e si lascia leggere con facilità, non il libro della vita per quel che mi riguarda ma sicuramente non una brutta lettura.
lunedì 5 aprile 2021
Nordic Books Challenge. La saga di Vigdis
Sigrid Undset, traduzione di Margherita Podestà Heir.
Per la tappa di marzo della #NordicBooksChallenge ho letto un libro dell'autrice norvegese Sigrid Undset, vincitrice del Premio Nobel in letteratura; in questo volume si narrano le gesta della giovane Vigdis, personaggio della letteratura scandinava medievale.
L'orgogliosa e caparbia Vigdis, dopo la violenza subita per mano di un marinaio islandese di cui era infatuata, cercherà vendetta.
Purtroppo questo romanzo storico mi ha lasciata un po' -ehm- freddina: la trama scorre ed è incalzante ma la scrittura è asettica e asciutta, senza alcun guizzo.È un libro adatto a chi preferisce libri brevi, legge per le trame, cerca personaggi femminili forti e nutre curiosità per l'ambientazione del medioevo scandinavo, però a me non ha soddisfatto particolarmente. Non parliamo poi del rapporto qualità-prezzo del volume, letteralmente 1 euro e 10 a pagina, decisamente troppo per un romanzo ripubblicato (ma non ritradotto).
sabato 27 febbraio 2021
Nordic Books Challenge. Perché ci ostiniamo
Fredrik Sjöberg, traduzione di Andrea Berardini e Fulvio Ferrari.
Oggi inauguro la serie di post dedicati alle letture per la NordicBooksChallenge, la sfida di lettura a tema scandinavo che ho ideato con Emily, e spero di essere costante nella pubblicazione delle mie impressioni di lettura. Per la tappa di febbraio c'era da rompere il ghiaccio e leggere semplicemente un libro/fumetto presente nella propria libreria che fosse ambientato in Scandinavia o scritto da un autore da lì proveniente, quindi io ho colto la palla al balzo per leggere questo libro che avevo acquistato mesi fa approfittando di un'offerta promozionale (con due libri Iperborea si riceveva in omaggio un taccuino, la sfiga ha voluto che al momento del mio acquisto fossero esauriti i taccuini. Che bello).
Il libro è scorrevole e ben scritto (sebbene abbia trovato qualche refuso/disattenzione di traduzione) ma purtroppo non mi ha catturata né interessata.
Si tratta di una raccolta di brevi saggetti personali in cui l'autore parte da aneddoti pubblici o personali per poi raccontare di artisti o personaggi storici e delle loro scoperte, invenzioni e creazioni artistiche, il tutto intrecciato ad episodi della sua vita, immerso nella Natura. Mi è piaciuto il modo in cui Sjöberg incornicia gli avvenimenti che racconta nei luoghi in cui sono ambientati o in cui lui si trovava mentre pensava ad essi o li scriveva. L'ultimo capitolo è dedicato al padre, scomparso, dell'autore, fa leva sull'emotività in maniera molto delicata, senza puntare al patetismo, e ne costruisce un bel ricordo.
Il filo conduttore che scorre lungo l'intera opera rendendola omogenea è il collezionismo, grande passione di Sjöberg e soggetto infatti di molte delle sue pubblicazioni. Peccato che a me tutto ciò non interessi minimamente, e mi domando inoltre come un libro così zeppo di riferimenti alla cultura svedese possa essere apprezzato e compreso al di fuori della Svezia.
Sempre per gusto personale non ho apprezzato la frammentarietà del libro (ma questo è il motivo per cui non amo nemmeno le raccolte di racconti); insomma, ho letto libri di gran lunga peggiori di questo, per carità, ma sicuramente non è un volume indimenticabile e non lo raccomando come primo incontro con l'autore o con la letteratura scandinava, magari potrebbe piacere a chi ha già un interesse per la natura, il collezionismo o la geografia svedese, ma onestamente c'è di meglio in giro.
"... Lars Jonsson raffigura quella solitudine da cui si fa ritorno stando meglio di prima. Un passo di lato, nella nostra epoca concitata. Una pausa per riprendere fiato. Sì, la bellezza."
martedì 23 febbraio 2021
Leggendo. Un'Odissea
Un'Odissea. Un padre, un figlio e un'epopea
Daniel Mendelsohn, traduzione di Norman Gobetti.
"Il fatto che i due campi avversi facciano uso dei medesimi esempi per dimostrare tesi diametralmente opposte ci insegna qualcosa riguardo al modo in cui tutti noi leggiamo e interpretiamo i testi letterari: là dove alcuni vedono caos e incoerenza, altri trovano senso, completezza e simmetria."
Questo è il libro che più ho apprezzato, insieme al Conte di Montecristo, negli ultimi mesi; inizialmente mi aspettavo un'opera simile a Leggere Lolita a Teheran (di Azar Nafisi) ma poi leggendo recensioni e pareri delusi ho ridimensionato le mie aspettative, nonostante ciò il libro mi è piaciuto molto.
L'autore usa il pretesto dell'Odissea per scrivere un libro su suo padre, e intreccia le proprie vicende personali agli episodi omerici, il tutto cadenzato dai seminari che tiene con i suoi studenti universitari.
Credo che il principale motivo di delusione derivato da questo libro sia un equivoco relativo al genere stesso dell'opera e alle aspettative nutrite nei confronti delle lezioni di letteratura tenute dall'autore (che è, appunto, un professore in un college statunitense): le riflessioni e le analisi che emergono nei seminari non sono particolarmente illuminanti, perché probabilmente un qualsiasi studente italiano impara in prima media quello che gli studenti di Mendelsohn scoprono all'università, ma questo è un gap culturale fra Italia e America che inevitabilmente finisce per riverberarsi tra le pagine di questo libro.
I temi affrontati sono quelli canonici dell'Odissea, ovvero la nostalgia, il ritorno a casa, il viaggio, il rapporto padre-figlio ovviamente, e il rapporto di conoscenza profonda e di fiducia tra partner, la paura del fallimento, il mestiere dell'insegnamento, l'importanza del mettersi in discussione.
L'aspetto più riuscito di questo libro è sicuramente il ritratto che l'autore dipinge del proprio padre, infatti mi sento di consigliare questo testo come regalo per un genitore: la storia narrata coivolge emotivamente ma non punta alla commozione o al patetismo, bensì alla riflessione sul ruolo genitoriale. A me è piaciuto tanto.
La prosa è scorrevole e colta senza essere pesante, la componente metalinguistica è gradevole, ma non ho apprezzato particolarmente le ripetizioni che l'autore scrive ogni mezza pagina, credo siano un espediente che strizza l'occhio agli epiteti e alle tipiche strutture dell'epica, e non infastidiscono in maniera drammatica, ma a lungo andare risultano ridondanti.
Man mano che procedevo nella lettura di questo testo, mi è venuta voglia di leggere tutta l'Odissea di Omero per intero, e tale desiderio continua a frullarmi nella testa, per cui ottimo lavoro, prof Mendelsohn!
"Il luogo che tanto desideravamo vedere (ma lo stesso vale per molte altre cose pregustate forse per troppo tempo) potrebbe non essere come ce lo aspettavamo."
lunedì 22 febbraio 2021
Leggendo. La ricetta del dottor Wasser & Il dio del massacro
La ricetta del dottor Wasser
Lars Gustafsson, traduzione di Carmen Giorgetti Cima.
''Molti veterani erano disposti a completare i buchi dei suoi "non ricordo" [...] Alla gente piace completare. In realtà non è poi così strano. Vivere è un'attività che crea significato. Vivere è interpretare.''
Questo libro mi ha delusa: personaggi, avvenimenti e tematiche non sono ben raccontati e men che meno approfonditi, ma tutto è solo accennato. Si tratta di un volume breve (e secondo me la spesa non vale l'impresa) e scorrevole, ma non sempre queste caratteristiche sono sufficienti a rendere un romanzo buono, e sicuramente non lo sono in questo caso. La trama era molto accattivante (un giovane meccanico assume l'identità di un medico tedesco deceduto) ma l'opera vera e propria non è all'altezza delle aspettative, le tematiche da trattare c'erano, una su tutte l'identità (citofonare Pirandello), ma tutto è appena accennato e sfiorato. La narrazione è piuttosto frammentaria, aneddotica, e questa è un'ennesima caratteristica che non rientra fra i miei gusti; la lettura non è difficoltosa ma a fine libro ho provato un senso di incompiutezza e di mancanza di significato. Un vero peccato.
"E la notte solitaria trascorre, avanzando flemmatica come meglio può. La notte con i suoi strani paesaggi: lunghe valli in lieve pendenza, dove si ritorna sempre [...] a quelle città dove si cerca di arrivare in centro e si intuisce di esserci vicini, ma non si riesce mai a trovare il viale giusto."
Il dio del massacro
Yasmina Reza, traduzione di Laura Frausin Guarino ed Ena Marchi.
"È una legge della vita. [...] Poi un po' alla volta si impara a sostituire il diritto alla violenza. Le ricordo che all'origine il diritto è la forza.
[...] Io credo nel dio del massacro. È il solo dio che governa, in modo assoluto, fin dalla notte dei tempi."
Ho comprato questo libretto approfittando degli sconti Adelphi, ci tenevo a leggere questa commedia teatrale dopo essere stata folgorata dal film, che ho guardato ben due volte nel giro di una settimana. Il libro è divertente e dissacrante e il film gli è estremamente fedele (eccezion fatta per nomi dei personaggi e ambientazione spostata dalla Francia agli Stati Uniti), tanto è vero che mentre leggevo continuavo a vedere davanti agli occhi le scene del film, ma sono comunue felice e soddisfatta di aver letto l'opera originale. Il testo è breve, scorrevole e regala un intrattenimento intelligente, cinico e sagace.
martedì 2 febbraio 2021
Nordic Books Challenge
L'anno scorso, ispirate dall'imminente viaggio che avremmo fatto in Lapponia, io ed Emily (link al suo blog: https://www.emilysroom.cloud/) abbiamo inaugurato una sfida di lettura a tema scandinavo che ci ha accompagnate per tutto l'anno; purtroppo per il 2021 non abbiamo in programma altre gite al Circolo Polare Artico ma ci faceva ugualmente piacere portare avanti la nostra tradizione letteraria e creare una sfida iniziata proprio a febbraio, la NordicBooksChallenge.
Per dodici mesi leggeremo un libro o fumetto che sia riconducibile al tema, appunto mensile, da noi indicato e che sia scritto da una penna scandinava e/o ambientato in Scandinavia*, ciascuno legge il volume che preferisce, non abbiamo letture fisse o imposte. A fine mese, poi, ci scambieremo pareri e consigli.
L'anno scorso, pur avendo inventato la LaplandReadingChallenge, sono stata un po' pigra e non mi sono impegnata a sufficenza per trovare la componente scandinava, quindi la sfida di quest'anno, per me, sarà la costanza nella ricerca dei libri, spero di farcela!
Alcuni temi sono perfettamente intelligibili, altri invece più sibillini per amor di sintesi o di poeticità 😆, eccoli:
Febbraio: per rompere il ghiaccio la scelta è libera, qualsiasi volume andrà bene purché scandinavo per ambientazione o autore/autrice. Io sono indecisa fra due libri svedesi che ho in libreria e ancora non ho letto.
Marzo: una fiaba, un mito o una leggenda nordica, o scritta da autori nordici.
Aprile: Hygge è una parola danese che ha conosciuto grande popolarità negli ultimi anni anche in Italia -se siete appassionati di arredamento sicuramente l'avrete letta più volte- e indica l'atmosfera di calore domestico, relax e quindi la scelta mensile sarà una lettura nella zona di comfort e del nostro genere preferito. Mys è il corrispettivo svedese.
Maggio: donne fra le righe perché il mese sarà incentrato su personaggi o penne femminili.
Giugno: comincia l'estate e al Nord, se non si ha facile accesso al mare, tipicamente si va in villeggiatura al lago, quindi mare o lago saranno le ambientazioni della lettura mensile. E questa sarà forse la tappa più complicata.
Luglio: estate piena e chi può parte per le vacanze, quindi anche a luglio al centro del tema c'è l'ambientazione, nella nostra mèta da sogno per un viaggio. Molto probabilmente la mia scelta cadrà sull'Islanda, che avrei voluto visitare nelel vacanze di Pasqua 2020, ma sappiamo tutti come è andata.
Agosto: a neanche metà mese in Scandinavia riaprono le scuole, ma ci sembrava piacevole prolungare la sensazione d'estate e concederci un ultimo brivido scegliendo una categoria che in terra scandinava è prolifica di autori e volumi: il giallo/thriller, e qui ci sarà davvero l'imbarazzo della scelta.
Settembre: un tuffo nel passato per immergerci fra le pagine di un romanzo storico, anche questo è un tema interessante e non scontato né facilissimo da declinare in chiave nordica, sarà una bella fonte di ispirazione scambiarsi pareri con gli altri partecipanti.
Ottobre: viaggio nella mente perché la scelta riguarderà un'opera che affronti l'argomento delle malattie mentali e della condizione psicologica umana.
Novembre: ci avviciniamo al Natale e alla fine dell'anno, cominciano ad arrivare i primi regali, quindi nuovi arrivi o vecchie conoscenze perché probabilmente avremo ancora libri "in giacenza" sugli scaffali e magari sarà arrivato il momento di leggerli.
Dicembre: a fine anno si cominciano a stilare i buoni propositi per il successivo, spesso si è più liberi da studio, lavoro e altre incombenze, ci si dedica a se stessi e quindi il tema del mese riguarda l'io e l'individuo, declinato magari in una prima persona come voce narrante.
Gennaio: infine l'ultima tappa tratterà ingiustizia, discriminazione, questioni sociali, e una grossa fetta di opere su questo argomento sono riconducibili alla Giornata della Memoria.
Questo è quanto! Io prometto solennemente di impegnarmi con costanza nella ricerca e nella lettura di libri adatti e soprattutto nell'aggiornamento di questo mio spazio virtuale.
Buona lettura! 📚
* Paese che vai, definizione di Scandinavia che trovi: secondo Wikipedia, in Italia a volte si intende solo la penisola scandinava, altre volte invece sono incluse pure Finlandia e Islanda; nei paesi di lingua tedesca, così come in Svezia, invece si intende Norvegia, Svezia e Danimarca; nei paesi di lingua inglese tutte le nazioni citate e la Groenlandia e le isole Fær Øer ; insomma, abbiamo deicso di essere il più flessibili possibile e ammettere qualsiasi paese sia incluso delle varie definizioni di Scandinavia in giro per il mondo.
giovedì 17 dicembre 2020
Tag: Cinquanta domande scomode sui libri
Una delle booktuber che seguo con maggiore assiduità, Martina del canale Ima & the Books, ha pubblicato un video tag molto divertente e incalzante che ho deciso di riproporre qui sul blog.
Ecco il suo video https://www.youtube.com/watch?v=sf3UXR-_sw0&t=1s ed ecco le mie risposte!
Cinquanta domande scomode sui libri
1. Copertina rigida o tascabile? Tascabile, è più economica e maneggevole. 2. Sovracopertina su o no? Non mentre leggo. 3. Libri nuovi o usati? Nuovi sono più belli ma anche più cari, quindi non disdegno i libri usati. 4. Audiolibri sì o no? No, per me è come barare e mi vengono i brividi a sentire la gente che "legge" mentre fa le pulizie! 5. Compri libri attratta esclusivamente dalla copertina? Quasi mai. 6. Un libro bello con una brutta copertina? In generale quelle con disegni stilizzati, come la Newton Compton oppure con volti o foto o immagini tratte dai film. 7. Un libro brutto con una bella copertina? Vita su un pianeta nervoso. 8. Il primo libro che hai letto? Da sola credo Pattini d'argento. 9. L’ultimo libro che hai finito? Niente è vero, tutto è possibile. 10. L’ultima serie che hai finito? La "finta" trilogia di Rachel Cusk, altrimenti in genere non leggo serie. 11. L’ultimo libro che hai comprato? La caduta (di Camus). 12. Il tuo genere preferito? Narrativa, gialli in particolare, saggistica. 13. Qual è il tuo libro preferito di questo genere? Come giallo, Uomini che odiano le donne. 14. Quale genere non leggi molto? Fantasy, fantascienza, romanzi rosa. 15. Leggi poesie? No. 16. Leggi saggistica scientifica? Quasi per niente, ho letto solo Spillover, Il fiume della coscienza, Sette brevi lezioni di fisica e pochi altri che ora non mi tornano in mente. 17. Leggi libri per ragazzi?/bambini? Quasi mai. 18. Hai abbonamenti a book box? No, non voglio essere schiava degli abbonamenti e voglio scegliere da sola quali libri comprare e quando, senza obblighi o vincoli. 19. Qual è il tuo articolo libresco preferito? Un filtro per il tè a tema libresco; i taccuini per segnare le letture. 20. Qual è il tuo segnalibro attuale? In genere faccio le orecchie, altrimenti uso un segnalibro magnetico. 21. Qual è l’oggetto più strano che hai usato come segnalibro? Il ferrettino per i capelli (perché è sottile e tiene bene il segno alla pagina). 22. Sovracopertina o no? Ancora? No. 23. Chi è la tua crash libresca preferita? Sono vecchia per le cotte quindi ne rispolvero una di quindici anni fa: Cedric Diggory. 24. Coppia preferita? Sono vecchia anche per le coppie ma potrei dire Elizabeth Bennet e Darcy. 25. Il cattivo preferito? Raskolnikov. 26. Avventura preferita? Non leggo libri di avventura. 27. Serie, trilogie o autoconlcusivi? Autoconlcusivi; a parte Harry Potter non credo di aver letto altre serie. 28. E-book o cartacei? In generale il cartaceo ma leggo anche in digitale. 29. Qual è il tuo adattamento preferito? Brokeback Mountain, uno dei rarissimi casi in cui il film è quasi meglio del libro. 30. Adattamenti cinematografici o serie? In genere guardo più film che serie. 31. Quale libro ha bisogno di un adattamento? Pastorale americana ha bisogno di un nuovo adattamento. 32. Il miglior mondo libresco? Ovviamente Harry Potter! 33. Stile di scrittura preferito? Dipende dal libro: nei fantasy è preferibile un o stile immersivo; nella saggistica uno stile esaustivo e ricco ma non pedante; nella narrativa gli autori della mia prosa preferita sono Roth e McEwan. 34. Quale libro ami ma nessuno lo conosce? La donna del tenente francese. 35. Un libro popolare che tu hai odiato? Vita su un pianeta nervoso; La verità sul caso Harry Quebert, Invisibili. 36. Letture dell’infanzia che hai amato? Da piccola leggevo assiduamente Il club delle baby-sitter, Piccoli brividi e quasi tutta l'opera di Bianca Pitzorno, di cui i miei preferiti erano Principessa Laurentina e Ascolta il mio cuore. 37. Un libro che ti ha cambiato la vita? I miei martedì col professore ha cambiato il mio modo di vedere alcuni aspetti della vita. 38. Un libro che hai odiato a scuola? A scuola non ci assegnavano letture ma ricordo di aver letto al liceo e mal tollerato Cime tempestose. 39. Compri per collezione? A volte, magari un libro che ho letto e apprezzato in italiano lo compro in altre lingue; altre volte recupero l'edizione rigida o illustrata di un libro che ho letto in tascabile. 40. Doni libri? Certo. 41. Il tuo snack da lettura preferito? Qualcosa di facile da spizzicare e che non faccia briciole, ma più che mangiare durante la lettura bevo acqua o tè. 42. La tua posizione preferita per leggere? Sdraiata a letto. 43. Luce naturale o lampada? Preferibilmente naturale ma abito in Svezia ed è buio otto mesi l'anno. 44. Fuori o dentro? Dentro, odio le intemperie, il vento e gli insetti. 45. Rompi le copertine o stai attento? Non distruggo i libri di proposito ma se non sono prestati o pregiati li vivo senza troppi drammi. 46. Leggi anche in altre lingue? Sì, in inglese e svedese, un tempo anche in spagnolo. 47. Che serie di libri vorresti finire di leggere quest’anno? Nessuna perché non ho serie in corso. 48. Per quale uscita hai più hype in questo momento? Lezioni di letteratura russa, di Nabokov. 49. Hai un book influencer preferito? Direi proprio Martina di Ima & the Books! 50. Hai un canale, un blog o un altro social? Parlo fra le altre cose di libri su Instagram e qui sul blog, ogni tanto fantastico sull'ipotesi di aprire un canale Youtube perché amo parlare e le storie di Instagram mi stanno strette, ma non ho dimestichezza con la tecnologia a tal punto da montare video e non sono sicura di volermi mettere così tanto in gioco.sabato 12 settembre 2020
Back to School - Book Tag
In Svezia la scuola è cominciata da quasi un mese ormai, però navigando ho trovato questo booktag che mi è sembrato carino e ho deciso di riproporlo qui sul blog.


















